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I lepenisti rimuovono la bandiera dell’Ue
L’iniziativa dei nuovi sindaci sovranisti. Ma i fondi europei vanno bene
2 APR 26

Foto Getty
Sì ai fondi dell’Unione europea, no alla sua bandiera. E’ la curiosa dottrina del Rassemblement national (Rn), la formazione dell’estrema destra francese, che nonostante le promesse di “normalizzazione” continua a manifestare la sua allergia nei confronti dell’Ue, delle sue istituzioni e dei suoi simboli. Diversi neoeletti sindaci del partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella hanno fatto ritirare o ritirato personalmente le bandiere europee dalle facciate dei loro municipi. “Via le bandiere europee dal comune! Spazio alle bandiere francesi”, ha scritto su X il sindaco di Carcassonne, Christophe Barthès, allegando un video in cui rimuove la bandiera a dodici stelle simbolo della riconciliazione europea dopo la Seconda guerra mondiale. Come lui il primo cittadino di Cagnes-sur-Mer, che ha pubblicato una foto della facciata del comune senza la bandiera dell’Ue.
A Harnes, il neosindaco frontista Anthony Garénaux-Glinkowski ha rimosso non solo la bandiera europea ma anche quella dell’Ucraina che era stata issata dal suo predecessore in segno di solidarietà al paese aggredito dalla Russia. “Restituiranno i fondi europei percepiti da nostri agricoltori, dalle nostre aziende per la reindustrializzazione, dai nostri territori? Restituiranno i loro indennizzi al Parlamento europeo?”, ha attaccato il ministro degli Affari europei Benjamin Haddad. Ma al posto di richiamare all’ordine i nuovi sindaci, i capataz del partito lepenista hanno legittimato la “rimozione di un pezzo di stoffa che non ha alcuna legittimità democratica” (Julien Odoul, deputato di Rn) e definito la bandiera dell’Ue “il vessillo delle multinazionali, non dei popoli” (Andréa Kotarac, portavoce di Rn). La stessa Le Pen ha dichiarato che “non è prevista l’esposizione delle bandiere europee sui municipi”, approvando de facto il gesto dei neosindaci frontisti. Altro che “dédiabolisation”.



