Altro che Golfo, è Kyiv a insegnarci a combattere

Da come l'esercito ucraino ha combattuto e sta combattendo la sua guerra, si possono trarre tre insegnamenti: la massa conta, mentre la velocità di adattamento e la resilienza in ambienti ostili sono fondamentali

18 APR 26
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© foto Ansa

Roma. Il conflitto nel Golfo sta dimostrando cosa possono ottenere le forze americane da una posizione di forza, ma è sul campo di battaglia molto più complesso in Ucraina che gli Stati Uniti potrebbero trarre lezioni sulla guerra, ha scritto in un editoriale sul Wall Street Journal l’ex generale dell’esercito americano David Petraeus. Le operazioni statunitensi e israeliane nel Golfo, anche se eseguite “in modo impeccabile”, si sono svolte in condizioni più permissive, Kyiv ha invece “mostrato come si presenta la guerra da una posizione più vulnerabile”, la difesa “su vasta scala”, fornendo dal suo “laboratorio” tre grandi insegnamenti. Il primo: la massa conta. Il futuro non risiede in un numero limitato di sistemi sofisticati, ma in un gran numero di droni a prezzi accessibili. Poi: la velocità di adattamento e la resilienza in ambienti ostili sono fondamentali. I produttori ucraini producono e impiegano milioni di sistemi senza pilota ogni anno, segnalano aggiornamenti software e modifiche hardware ogni settimana e progettano i sistemi per funzionare “nonostante le interferenze, le comunicazioni degradate e i domini negati”. L’Ucraina ci offre un’anteprima del futuro della guerra, e i nostri leader farebbero bene a trarne insegnamento, scrive Petraeus. Giovedì durante un’audizione alla Camera dei rappresentanti anche il ministro dell’Esercito americano, Dan Driscoll , ha parlato del lavoro “straordinario” di innovazione degli ucraini in guerra: “Stiamo imparando molto da loro e stiamo adottando molte delle strategie che hanno sviluppato”.