La promessa europea all’Ucraina è sempre più rilevante, per tutti

Il nostro migliore alleato è Kyiv. Che non demorde, vuole l’appartenenza formale all’Ue, e nel frattempo sta cambiando l’equilibrio di questa relazione, diventando garante della sicurezza del continente europeo

22 APR 26
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Foto LaPresse

Caduto il veto ungherese con la sconfitta di Viktor Orbán, oggi l’Unione europea dovrebbe dare il via libera al prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina – un prestito deciso a dicembre, dopo una lunga discussione sulla composizione del prestito e la rinuncia, per assenza di consenso, all’utilizzo degli asset russi congelati nelle istituzioni finanziarie europee (in particolare in Belgio). Kyiv aspetta questo finanziamento da mesi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ringrazia, completa la riparazione dell’oleodotto Druzhba per cui si era scontrato con Orbán e ribadisce di voler continuare il suo percorso di adesione all’Ue senza sconti né adesioni “light”, l’eufemismo che si usa per non ammettere che membro a tutti gli effetti, l’Ucraina lo diventerà tra molti anni. Dateci la lista, dice Zelensky, vogliamo fare tutto per bene e con metodo: l’ingresso nell’Ue è il compimento finale della strada che gli ucraini hanno deciso di intraprendere nel 2014, l’occasione per lasciarsi l’influenza russa alle spalle. Come si sa, Vladimir Putin non era d’accordo allora e ha impedito questo cammino invadendo su larga scala l’Ucraina nel 2022 e ancora oggi continua la sua feroce e mortale guerra. L’Ucraina non demorde, vuole l’appartenenza formale all’Ue, e nel frattempo sta cambiando l’equilibrio di questa relazione, diventando garante della sicurezza del continente europeo. Ancora ieri Zelensky ha ricordato che si possono creare partnership ad hoc – quella che lui considera certamente superiore alla Russia in termini militari è fatta con Regno Unito, Norvegia e Turchia – e accordi bilaterali, come quelli che sta siglando in tutta Europa (oltre che nel Golfo persico). Zelensky ha bisogno delle armi per difendere il suo paese, ma sa che l’arsenale che sta costruendo serve per la difesa di tutti, e lo mette a disposizione, trasformandosi, come dicono alcuni esperti, nella “nazione indispensabile”, ciò che è sempre stata l’America.