Gli europei in Armenia mostrano che il mondo non va nella direzione di Mosca. Progetti

Gli europei sono accorsi a Yerevan per portare sostegno simbolico e materiale, cercando di sottrarla definitivamente dall’orbita della Russia. Oggi si terrà il primo summit Ue-Armenia, nel quale von der Leyen e Costa prometteranno aiuti economici e cooperazione per progetti nei settori dei trasporti, dell’energia e della sicurezza

di
5 MAY 26
Immagine di Gli europei in Armenia mostrano che il mondo non va nella direzione di Mosca. Progetti

Foto LaPresse

Bruxelles. Può nascere a Yerevan la coalizione dei paesi democratici, che vogliono difendere il diritto internazionale e i mercati aperti, per rispondere alle sfide poste dalle potenze egemoni? Nella capitale dell’Armenia, paese del Caucaso meridionale, fino a poco tempo fa sotto l’influenza diretta della Russia, che ora aspira a entrare nell’Unione europea, ieri si è tentato un primo esperimento nell’ottavo vertice della Comunità politica europea. All’Ue e ai suoi stati membri, al Regno Unito, alla Norvegia, all’Ucraina si è aggiunto come ospite il Canada. “In un mondo più pericoloso e diviso, una partnership più solida tra Canada ed Europa creerà maggiore stabilità, maggiore sicurezza e maggiore prosperità su entrambe le sponde dell’Atlantico”, ha detto il premier canadese, Mark Carney. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha spiegato il senso di “questa Europa che va dall’Islanda al Caucaso”.
“Questa Europa allargata della Comunità politica europea è quella che ha senso per parlare di argomenti quali la lotta al narcotraffico la solidarietà energetica, la connettività, la protezione delle nostre democrazie dalle ingerenze straniere e dalla falsa informazione e soluzioni di difesa e sicurezza comuni”. La Comunità politica europea è nata da un’idea di Macron nel 2022, dopo l’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia, come forum informale per discutere di questioni strategiche per l’Europa, a partire dalla sua sicurezza. Non tutti i membri sono democrazie perfette. Ma la Comunità politica europea ha assunto una nuova dimensione con la sfida posta da Donald Trump. La partecipazione di Carney, in particolare dopo il suo discorso di Davos sulla necessità per le potenze medie di allearsi per difendere i propri interessi di fronte alle potenze egemoni, ne è la dimostrazione. “Il premier Carney è stato molto chiaro nella sua ambizione. L’ordine internazionale, in realtà la capacità di lavorare dei paesi che credono nelle regole internazionali, nella democrazia, nella cooperazione, nel commercio aperto ed equo, si farà dall’Europa e da questo dialogo particolare”, ha detto Macron. Oltre a Carney, il presidente ucraino, Volodymyr Zelenksy, è stato uno dei protagonisti del vertice della Comunità politica europea. L’Ucraina si sta affermando come fornitore di sicurezza indispensabile per il resto d’Europa. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha promesso di accelerare sul processo di adesione. Zelensky ha anche riallacciato con successo i contatti con alcuni suoi avversari, come i premier di Slovacchia e Repubblica ceca, Robert Fico e Andrej Babis. A Yerevan ha rilanciato i rapporti con l’Armenia e ripreso il dialogo con la Georgia.
La scelta di Yerevan come sede per il vertice della Comunità politica europea non è casuale. L’Ue sta cercando di sottrarre definitivamente l’Armenia dall’orbita di Mosca. Il suo primo ministro, Nikol Pashinyan, ha compiuto i primi passi verso l’Europa dopo che la Russia non è stata in grado di difendere il suo paese dall’ultima aggressione dell’Azerbaigian, che ha portato alla cacciata degli armeni dal Nagorno Karabakh. Pashinyan ha avviato un processo di modernizzazione verso la democrazia, di pacificazione con l’Azerbaigian e di normalizzazione con la Turchia. Nel 2025 il Parlamento armeno ha votato una legge per chiedere l’adesione all’Ue. Il primo ministro ha ribadito la richiesta in un discorso al Parlamento europeo in marzo. La sfida alla Russia ha spinto Vladimir Putin a lanciare una serie di minacce in vista delle elezioni legislative che si terranno a giugno. Il leader russo ha definito incompatibile con l’appartenenza all’unione doganale con la Russia l’avvicinamento dell’Armenia all’Ue e ha lasciato intendere che il prezzo del gas potrebbe aumentare considerevolmente se Yerevan proseguirà per la sua strada. Putin si è anche lamentato del trattamento riservato agli armeni con passaporto russo che non possono votare alle elezioni. Pashinyan non si è fatto intimidire, rispondendo che saranno gli armeni a scegliere il loro futuro.
Gli europei sono accorsi a Yerevan per portare sostegno simbolico e materiale. Oggi si terrà anche il primo summit Ue-Armenia, nel quale Ursula von der Leyen e António Costa prometteranno aiuti economici e cooperazione per progetti nei settori dei trasporti, dell’energia e della sicurezza. Prima della guerra di aggressione contro l’Ucraina, l’Ue non avrebbe mai osato avventurarsi così lontano nel cortile della Russia per sfidare Putin. L’Armenia “era un paese che dipendeva enormemente dalla Russia, per la sicurezza era totalmente fra le mani della Russia e i suoi dirigenti erano spesso influenzati dalla Russia. Dalla rivoluzione di velluto lanciata dal premier Pashinyan, con la sua linea di costruzione della pace e di impegno con l’Europa, viene consacrata una nuova èra”, ha detto Macron.