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La difesa dell'Ucraina finirà per aggiustare persino la Brexit
Starmer rafforza l’asse con Zelensky, apre al prestito Ue e riscopre nell’Europa un partner strategico. Così Kyiv diventa il ponte che riavvicina il Regno Unito al continente
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5 MAY 26

Il premier britannico, Keir Starmer, vuole partecipare al prestito europeo per l’Ucraina, quello di 90 miliardi di euro che era stato deciso a dicembre e che è stato approvato dopo che Viktor Orbán, principale ostacolo all’unità europea, ha perso le elezioni in Ungheria, a metà aprile. Starmer ha incontrato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a Yerevan, dove è in corso il vertice della Comunità politica europea, e gli ha assicurato che l’impegno finanziario e militare del Regno Unito all’Ucraina è duraturo e sarà garantito da una collaborazione stretta con i partner europei. L’aggressione russa all’Ucraina ha spinto l’isola britannica più vicina all’Ue, e ora che sono passati dieci anni dal voto referendario sulla Brexit, nel bel mezzo delle intemperanze trumpiane contro gli alleati europei, si sta concretizzando un balzo ulteriore che porta a dire: l’Ucraina finirà per aggiustare perfino la Brexit. Zelensky è un grande sostenitore del riavvicinamento tra Regno Unito e Ue, dice a ragione che è necessario superare l’attuale assetto formale delle relazioni tra i paesi europei e i suoi vicini, per creare partnership virtuose che rafforzano tutto il continente. L’Ucraina si sta dimostrando non soltanto l’alleato più ingegnoso e generoso d’occidente, ma anche un motore per la creazione di nuove forme di convivenza e collaborazione, ancor più ora che l’Amministrazione Trump mette in discussione la tenuta stessa dell’Alleanza atlantica.
A Yerevan, Starmer ha incontrato anche i leader dell’Ue, il suo “reset” procede tra cavilli, resistenze (soprattutto interne: giovedì ci saranno le elezioni amministrative, il partito del brexitaro Nigel Farage è in testa nei sondaggi) e con molte eccezioni, ma proprio come il Canada di Mark Carney, anche lui presente per la prima volta al vertice della Comunità politica europea, anche il Regno Unito sta scoprendo quanto è difficile sopravvivere per una media potenza in questo nuovo mondo di superpotenze rapaci. L’Ue torna a essere un buon rifugio, almeno per quel che riguarda la sicurezza e la difesa, una priorità che l’Ucraina ribadisce di continuo, ingegnandosi non soltanto sui droni e le armi, ma anche per curare le fratture europee, a partire dalla più dolorosa, quella della Brexit.
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Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi