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A Londra la violenza antisemita è fuori controllo. Il governo in allerta si aspetta un mega attentato
Il nuovo livello di allerta significa che un attacco agli ebrei è, secondo l'esecutivo, “altamente probabile nei prossimi sei mesi”. Il primo ministro Starmer ha esortato i leader di tutta la società a sradicare l’antisemitismo “da ogni angolo”, affermando che alcuni attacchi “potrebbero essere collegati all’Iran”
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7 MAY 26

Foto Ansa
La settimana scorsa, un immigrato somalo di nome Essa Suleiman ha accoltellato due ebrei nel quartiere di Golders Green, nel nord di Londra. Solo il mese scorso, quattro ambulanze dell’organizzazione benefica ebraica Hatzola erano state date alle fiamme a Golders Green. Sono i volontari di Hatzola ad aver prestato soccorso alle vittime dell’accoltellamento. Una delle loro ambulanze, uscita intatta dall’attentato di marzo, ha trasportato uno degli uomini feriti in ospedale. Non si potrebbe trovare metafora più cupa della minaccia alla vita e all’incolumità fisica che ora incombe sulla piccola e assediata comunità ebraica britannica, trecentomila persone su settanta milioni di abitanti. Hayi, l’acronimo arabo di Harakat Ashab al Yamin al Islamia (Movimento islamico dei compagni del giusto), ha rivendicato entrambi gli attacchi. Il 9 marzo un ordigno esplosivo è detonato davanti a una sinagoga nella città belga di Liegi. Sempre Hayi ha rivendicato. Il loro logo – un pugno che brandisce un fucile – sembra modellato sulla bandiera del più potente proxy iraniano, l’Hezbollah libanese.
Hayi ha anche rivendicato attacchi contro oppositori politici del regime iraniano in Europa, tra cui un incendio il 15 aprile nella sede londinese di Iran International, un canale satellitare dell’opposizione. E dietro questa maschera islamista appare sempre più nitido il profilo di un regista strategico: Teheran, con i suoi proxy e le sue reti europee. Il primo ministro britannico Keir Starmer martedì ha esortato i leader di tutta la società a sradicare l’antisemitismo “da ogni angolo”, affermando che alcuni attacchi “potrebbero essere collegati all’Iran”. Starmer ha parlato durante un incontro da lui convocato in seguito all’attacco di Golders Green, in cui due ebrei sono stati accoltellati a Londra la settimana scorsa, insieme a una serie di altri episodi. Poco dopo l’inizio del discorso di Starmer, la polizia antiterrorismo ha confermato di aver aperto un’indagine su un altro attacco incendiario a una ex sinagoga nell’est di Londra. Sono almeno quattro le sinagoghe incendiate e colpite nell’ultimo mese.
“Se sei visibilmente ebreo, non sei al sicuro in Gran Bretagna”, ha dichiarato alla Bbc il rabbino capo del Regno Unito Ephraim Mirvis, esprimendo l’ansia della comunità ebraica. “In una delle grandi capitali occidentali, è diventato pericoloso camminare apertamente per le strade essendo ebreo” ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog. Il nuovo livello di allerta, il secondo più alto del paese, significa che un attacco agli ebrei è “altamente probabile nei prossimi sei mesi”, secondo il governo. Intanto una squadra speciale di cento agenti sta per essere schierata per proteggere le comunità ebraiche di Londra, ha annunciato la Metropolitan Police, che ha anche dichiarato che cinquanta persone sono state arrestate nelle ultime quattro settimane per reati di odio antisemita legati ai vari attacchi. Il commissario della Metropolitan Police, Mark Rowley, aveva affermato che servivano trecento agenti in più in tutta Londra, lanciando l’allarme su una “pandemia” di antisemitismo in crescita nel Regno Unito.
Bambini ebrei attaccati alle fermate dei treni di Londra. A Oxford Street, pieno centro a Londra, giovani ebrei aggrediti. Un convoglio di auto a Londra minaccia con megafoni gli ebrei di “stuprare le vostre figlie”. Senza neanche nominare la strage alla sinagoga di Manchester. Mentre il governo laburista prova a correre ai ripari, i leader della sinistra britannica hanno sostanzialmente detto agli ebrei di starsene tranquilli. La scorsa settimana, il leader del Partito dei Verdi in ascesa, Zack Polanski, interrogato sulla serie di attacchi antisemiti, ha affermato che “bisogna discutere se si tratti di una percezione di insicurezza o di un’effettiva insicurezza”. Nel frattempo, i candidati dei Verdi alle elezioni locali continuano a essere smascherati come antisemiti, definendo i recenti attentati incendiari “false flag” e dichiarando apertamente cose come “ci vuole un grande sforzo per non essere anche solo un po’ antisemiti”. Ben prima del 7 ottobre e delle manifestazioni di antisemitismo mascherate da “pro Palestina”, gli ebrei hanno subìto un livello di minaccia che nessun’altra comunità sarebbe tenuta a tollerare. Gli ebrei britannici rappresentano lo 0,5 per cento della popolazione e un quarto delle vittime di crimini d’odio a sfondo religioso. Mandavano i loro figli in scuole protette da alte recinzioni, con guardie private e pattuglie della polizia. I loro anziani sono presi a pugni per strada, quando non accoltellati. I loro cimiteri regolarmente profanati. Ora anche le loro sinagoghe sono incendiate.
Lord Mann, il consulente del governo sull’antisemitismo, a Sky News ieri ha detto che “gli ebrei potrebbero andarsene dal Regno Unito”. Dopo 34 anni vissuti nella stessa casa, Richard Manville sta chiudendo la porta di casa per l’ultima volta. Avendo vissuto nel Regno Unito per tutta la vita e cresciuto i figli a Salford, Richard credeva che avrebbe trascorso il resto della vita a Manchester. A 70 anni, Manville ha deciso di lasciare. “Non mi sento al sicuro camminando per strada” ha detto alla Bbc. “Devo guardarmi le spalle. Quando guido sono sempre attento e controllo gli specchietti. Oggi chiudo a chiave la porta di casa e dico addio”.
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Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.