I giudici federali fermano Trump: illegali i dazi del 10 per cento sulle importazioni

La Corte per il Commercio Internazionale contesta l’uso dei poteri emergenziali da parte del presidente. Ora la Casa Bianca valuta il ricorso contro la sentenza, ma è un duro colpo alla strategia della Casa Bianca alla vigilia del viaggio in Cina

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8 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 07:11 AM
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Donlad Trump (LaPresse)

La Corte per il Commercio Internazionale degli Stati Uniti ha dichiarato illegali i dazi generalizzati del 10 per cento imposti da Donald Trump sulla maggior parte delle importazioni, infliggendo un nuovo stop giudiziario alla strategia commerciale della Casa Bianca.
La decisione è arrivata con una sentenza a maggioranza di un collegio di giudici federali, secondo cui a febbraio il presidente ha fatto ricorso in modo improprio a una legge commerciale risalente a decenni fa per introdurre i dazi. I giudici hanno stabilito che il potere di imporre dazi su larga scala spetta al Congresso e che l’Amministrazione non può aggirare questo principio invocando norme emergenziali in modo estensivo. La sentenza blocca quindi una delle misure centrali della nuova offensiva protezionistica di Trump, che aveva giustificato i dazi come strumento per riequilibrare la bilancia commerciale e fare pressione sui partner economici degli Stati Uniti. La Casa Bianca aveva presentato le tariffe come una misura temporanea, in attesa di costruire un nuovo impianto tariffario attraverso altri strumenti legali.
L’Amministrazione Trump potrebbe ora presentare ricorso. Restano però incerti gli sviluppi immediati, anche perché il presidente aveva già annunciato l’intenzione di ampliare ulteriormente le misure contro diversi partner commerciali.
La decisione della Corte arriva nello stesso giorno di una telefonata tra Trump e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente americano ha dichiarato di aver chiesto all’Ue di rispettare entro il 4 luglio gli impegni previsti dall’accordo commerciale raggiunto a Turnberry, in Scozia, avvertendo che in caso contrario i dazi “aumenterebbero vertiginosamente”.

I precedenti

Non è la prima volta che i tribunali americani bloccano le iniziative commerciali di Trump. Solo poche settimane fa, la Corte Suprema aveva annullato un precedente pacchetto di dazi punitivi imposto dall’Amministrazione, ritenendo insufficiente la base giuridica utilizzata dalla Casa Bianca.
Negli anni precedenti, diverse corti federali avevano inoltre contestato l’uso estensivo dei poteri presidenziali in materia commerciale, in particolare quando l’Amministrazione aveva cercato di aggirare il Congresso facendo leva su norme emergenziali o su disposizioni legate alla sicurezza nazionale. Pur senza smantellare integralmente la strategia protezionistica di Trump, le sentenze avevano contribuito a limitare il margine d’azione della Casa Bianca nella guerra commerciale contro Cina, Unione europea e altri partner economici.

Un colpo a Trump prima del viaggio in Cina

La decisione della Corte rappresenta un colpo politico per Trump anche sul piano internazionale, perché arriva alla vigilia del suo viaggio in Cina e indebolisce la sua principale leva negoziale nei confronti di Pechino. Negli ultimi mesi il presidente aveva costruito gran parte della sua strategia diplomatica sulla minaccia di nuovi dazi e sull’idea di poter aumentare rapidamente la pressione commerciale contro i partner degli Stati Uniti. La bocciatura dei giudici mette invece in discussione la legittimità di questo strumento e rischia di ridurre la credibilità della linea dura americana proprio mentre Washington cerca di ottenere concessioni commerciali e industriali dal governo cinese.