Bambini che sfregiano le pietre d’inciampo

Adulti che, come bambini, sfregiano i diritti della comprensione razionale delle cose. La detenuta politica iraniana in pericolo di vita e i diritti umani per Sánchez. La Biennale: celebrazione dell’aggressore che offende e condanna etica dell’aggredito che si difende

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10 MAY 26
Immagine di Bambini che sfregiano le pietre d’inciampo
Il Nobel Narges Mohammadi è una detenuta politica, nelle carceri iraniane, per l’espressione pacifica di un dissenso e di una protesta contro un regime repressivo e sanguinario. Sta male ed è in pericolo di vita. Ha diritto al massimo a qualche comunicato di laterali agenzie europee, a qualche articoletto, mentre quel bello guaglione di Pedro Sánchez crede o finge di credere, per gola, che i diritti umani si difendano con i premi ai flottiglieros eroici e ai funzionari dell’Onu che, come la nota carceriera morale degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas, agitano la bandiera della Palestina, dell’annichilimento del popolo ebraico di Israele dal fiume al mare, anche loro per golosità di consenso umanitario facile. Le telecamere di sorveglianza hanno scoperto che l’insulto alle pietre d’inciampo, lo scarabocchio della vergogna sui nomi dei morti della Shoah iscritti su mattonelle di ottone, è stato perpetrato a Torino da un gruppo di bambini. Notizia spaventosa, che racconta che cosa sia e quali conseguenze possa avere l’indottrinamento informativo generale univocamente posizionato sulla direttrice del genocidio e dell’inversione delle parti tra la Wehrmacht e Tsahal, le vittime di ieri carnefici di oggi.
Un aspetto apparentemente laterale ma avvilente e grave è di converso l’infantilizzazione dell’opinione pubblica internazionale, di quella maggioritaria. Le coordinate della ragione più elementare sono dissolte in una nube accecante di falsa pietà ideologizzata. Chi aggredisce, chi reprime, chi toglie libertà e vita, vita fisica e vita morale, è risparmiato dalla famosa “indignazione”; chi porta guerra alla guerra, e alla sua variante terroristica e al suo volto antigiudaico, chi difende i confini della propria terra e della propria democrazia è dannato o ignorato, che è lo stesso. Lo si è visto, è il caso di dire plasticamente, alla Biennale, celebrazione dell’aggressore che offende e condanna etica dell’aggredito che si difende, viva la Russia con il suo padiglione di arte di regime e abbasso Israele dove artisti e cittadini sono liberi, una resa senza condizioni all’irrazionale, al sentimento primitivo e puerile della politica, un senso della storia e della realtà che ha del fumetto, che ignora i dati di fatto, le responsabilità, autorizza il delitto e biascica filastrocche contro le vittime del castigo di Dio. Perfino un leader che fa della serietà e della logica argomentativa la sua bandiera, come Carlo Calenda, lascia in sospeso il giudizio che si può dare della sua difesa strenua del diritto all’autodifesa ucraina nel momento in cui sottopone al setaccio del moralismo più corrivo l’autodifesa di Israele.
La verità amara è che i bambini si comportano come gli adulti, e sfregiano le pietre di inciampo, perché gli adulti, i grandi, si comportano come bambini, e sfregiano i diritti della ragione e della comprensione razionale delle cose.