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L’ex portavoce di Zelensky attacca Kyiv da Tucker Carlson e fa infuriare gli ucraini
Yulia Mendel descrive l’Ucraina come un’autocrazia, senza parlare delle responsabilità di Putin. Ma molti giornalisti ucraini la accusano di ripetere la propaganda del Cremlino
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14 MAY 26

Volodymyr Zelensky (LaPresse)
L’ex portavoce di Volodymyr Zelensky, Yulia Mendel, ha rilasciato una lunga intervista con il giornalista americano, voce strombazzante del mondo Maga, Tucker Carlson, che nel 2024 aveva ospitato nella sua trasmissione anche il capo del Cremlino Vladimir Putin ed era andato in Russia magnificando le funzionalità del putinismo, un modello che il giornalista adora. Mendel infatti è stata invitata per attaccare Volodymyr Zelensky. L’ex portavoce, cacciata nel 2021, ha lasciato intendere che il presidente sia un cocainomane, ha detto che l’Ucraina era pronta a firmare il cessate il fuoco con Mosca nel 2022, che ormai il paese è un’autocrazia e le persone vorrebbero mettere fine alla guerra in qualsiasi modo. L’intervista dura più di un’ora e mezza e Mendel non menziona mai le colpe di Putin, al quale si rivolge alla fine della conversazione, parlando in russo, chiedendo al capo del Cremlino di ascoltare gli ucraini.
L’aspetto interessante della vicenda non è Mendel, un personaggio ormai di poco conto, ma sono state le reazioni della stampa ucraina. I giornalisti, molti dei quali sono solidi contestatori di Zelensky, hanno risposto con indignazione, definendo Mendel una marionetta del Cremlino. Si sono sentiti traditi e offesi, soprattutto quando l’ex portavoce ha iniziato a parlare della crisi della democrazia in Ucraina, descrivendo il paese come una Russia in piccolo. Gli ucraini sanno per cosa stanno combattendo ed è proprio per non diventare una Russia in piccolo, e rimanere liberi in Ucraina ha un costo che si paga con la vita. Il paradosso è che le accuse di Mendel sono arrivate mentre in Ucraina si svolge il processo per corruzione contro Andrii Yermak. Zelensky ha allontanato il suo fidatissimo collaboratore, ascoltando le proteste degli ucraini e senza intralciare le indagini. Difficile che questa dinamica si realizzi nella Russia di Putin. Per gli ucraini la democrazia e la libertà sono una conquista quotidiana, quando sono a rischio o vengono messi in dubbio reagiscono con le armi o con la stizza.