La catena alimentare dei regimi

Come funziona il rapporto fra Cina, Russia e Iran, legati, dipendenti, non allo stesso livello  

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16 MAY 26
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In uno degli ultimi momenti della visita di Donald Trump a Pechino, il leader cinese, Xi Jinping, ha condotto il presidente americano nel giardino dentro al complesso dello Zhongnanhai, dove si trovano gli alberi secolari. Trump e Xi erano soli, seguiti dagli interpreti, giusto un passo indietro. Il presidente americano è rimasto estasiato, Xi lo ha invitato a toccare un albero di duecentottanta anni, Trump si è fatto avanti, soddisfatto: “Bene, mi piace”. Nella semioscurità del giardino di alberi secolari, il capo della Casa Bianca si è sentito un privilegiato e ha domandato se accadesse spesso che i leader stranieri venissero ricevuti fra le meraviglie dello Zhongnanhai. Xi ha risposto che accade di rado, ma “per esempio, Putin è stato qui”. 
E Putin tornerà in Cina a breve, probabilmente il 20 maggio, meno di una settimana dopo il presidente americano. La visita durerà un giorno, non ci saranno grandi cerimonie, ma la rapidità indica che non sarà un viaggio simbolico, quanto operativo. Trump è ripartito da Pechino soddisfatto e anche quando ha saputo che a Putin era stato riservato l’onore dello Zhongnanhai, non si è scomposto, ha annuito, comprensivo.
Durante la visita, il capo della Casa Bianca e il leader cinese hanno parlato anche del conflitto in Ucraina e in Iran. Xi, secondo Trump, si è detto desideroso di aiutare, ma non ci sono vere ragioni per cui voglia farlo. La macchina cinese è connessa a quella russa e a quella iraniana, i tre paesi sono alleati con molti distinguo, ma si rafforzano rimanendo uniti l’uno all’altro. Il rapporto è portato avanti da un circolo di dipendenza, simile alla catena alimentare. In questo momento hanno tutti bisogno l’uno dell’altro, si nutrono, l’alleanza è conveniente, anche se il rapporto non è fra pari. La Repubblica islamica dell’Iran è il regime più vulnerabile, Pechino è il potere economico, mentre Mosca per ora rimane la potenza militare, che ha esperienza anche perché sta facendo una guerra. Teheran è utile ai russi e ai cinesi. A Pechino fornisce petrolio a prezzi scontati e l’Iran può contare su un acquirente fedele nonostante le sanzioni americane. La Cina fornisce all’Iran non soltanto denaro, ma anche intelligence e assistenza all’industria militare iraniana. Per Trump i cinesi non forniranno più armi all’Iran, ma finora Pechino aveva piuttosto fornito all’industria militare iraniana sostanze chimiche e materiali per lo sviluppo dell’industria missilistica e per la Cina i materiali mandati a Teheran sono classificati come “doppio uso”, non come componenti di armi. Pechino non ha motivo per voler accelerare la fine del regime iraniano: è economico, conveniente, tiene impegnati gli Stati Uniti. Soltanto l’instabilità dello Stretto di Hormuz infastidisce i cinesi. Anche la Russia vuole tenere in vita la Repubblica islamica, concentra l’attenzione altrove, concede più tempo per portare avanti la guerra in Ucraina, che Putin vuole finisca con la resa di Kyiv: non ha cambiato idea, ma gli ucraini diventano sempre più forti e lui più debole.
Il rapporto fra Mosca e Pechino è più complesso, ma russi e cinesi sono molto vicini in questo momento, si ricompensano in denaro e lezioni militari. La Cina aiuta l’economia russa, la Russia sta dilapidando segreti militari e anche spaziali per tenere agganciato il suo prezioso alleato. Il viaggio di Putin a pochi giorni da Trump è importante per Mosca e il leader russo torna in Cina dopo meno di un anno. Era stato a Pechino il 3 settembre scorso, quando la Cina festeggiava gli ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale con i suoi alleati, seduti sugli spalti ad ammirare la parata. Putin era l’ospite d’onore e un microfono rimasto aperto registrò la conversazione in cui discuteva con Xi di come rimanere in vita per sempre. Era una conversazione confidenziale fra i due, uno scambio mentre i leader si spostavano da una parte all’altra. Proprio come accaduto fra Trump e Xi fra gli alberi secolari dello Zhongnanhai.