I legami con l’Iran di al Saadi, l’iracheno catturato dagli Stati Uniti

Secondo il vice direttore dell'Fbi, l'uomo che qualche anno prima scherzava con il generale iraniano Qassem Soleimani avrebbe “diretto diciotto attacchi terroristici in Europa e pianificato di compierne uno simile" in America. Poco dopo il suo arrivo negli Usa, è stato incriminato per sei capi d’accusa legati al terrorismo

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19 MAY 26
Immagine di I legami con l’Iran di al Saadi, l’iracheno catturato dagli Stati Uniti

Foto Getty

L’uomo iracheno paffuto, barbuto e stempiato accompagnato giù dall’aereo in manette nella foto scattata al suo arrivo negli Stati Uniti appare molto invecchiato rispetto alle immagini di qualche anno prima, in cui scherzava accanto al generale iraniano Qassem Soleimani. La milizia di cui è accusato di far parte, Kataib Hezbollah (Kh), è da tempo considerata la più potente ma anche la più segreta tra le fazioni armate sciite irachene legate ai Guardiani della rivoluzione islamica iraniana (Irgc). Mohammad Baqer Saad Dawood al Saadi avrebbe “diretto diciotto attacchi terroristici in Europa – inclusi attacchi contro cittadini e interessi statunitensi – e pianificato di compierne uno simile qui”, secondo quanto dichiarato da James C. Barnacle Jr., vice direttore dell’Fbi responsabile delle indagini, citato in un comunicato del 15 maggio scorso.
Gli attacchi nei quali il cittadino iracheno sarebbe stato coinvolto sarebbero iniziati il primo marzo e avrebbero preso di mira diversi luoghi di culto ebraici, oltre a una banca e una scuola. Poco dopo il suo arrivo negli Stati Uniti, dopo essere stato fermato in Turchia, Saadi è stato incriminato per sei capi d’accusa legati al terrorismo. Secondo quanto riferito, in tribunale avrebbe sorriso e si sarebbe rifiutato di dichiararsi colpevole o innocente. Il suo avvocato ha sostenuto che il cittadino iracheno sia un “prigioniero politico” a causa della sua vicinanza al generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso dagli Stati Uniti a Baghdad nel 2020. Un commentatore iracheno ha sostenuto in un’intervista del 17 maggio che Saadi gestisse semplicemente un’agenzia turistica. L’uomo arrestato aveva pubblicato fotografie di sé in diversi paesi del mondo, anche davanti alla Torre Eiffel, insieme ad altre immagini in cui impugnava armi o indossava abiti militari accanto a vari comandanti di milizie filo-iraniane.
Nel gennaio 2024, l’Office of Foreign Assets Control del dipartimento del Tesoro statunitense aveva sanzionato “tre leader e sostenitori di Kataib Hezbollah, una delle principali milizie irachene allineate alla Forza Quds dell’Irgc, oltre a una società utilizzata per trasferire e riciclare fondi per Kh”. Anche quella società – elemento significativo – era un’agenzia turistica: la al Massal Land Travel and Tourism Company, con sede a Baghdad, “utilizzata da Kh per generare entrate e riciclare denaro. Kh ha usato al Massal per evadere le tasse su grandi quantità di importazioni illegali e confiscare illegalmente terreni e altre proprietà appartenenti a cittadini iracheni”, si leggeva nel comunicato diffuso allora. La nota aggiungeva che la compagnia turistica era gestita dal fratello minore del segretario generale di Kh, Ahmad al Hamidawi. Kataib Hezbollah è stata inserita dagli Stati Uniti nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere nel 2009, quando il dipartimento di stato affermò che il gruppo armato era stato “responsabile di numerosi atti terroristici contro obiettivi iracheni, statunitensi e di altro tipo in Iraq dal 2007”, definendolo “un gruppo sciita islamista radicale con ideologia jihadista e anti occidentale”.
Saadi avrebbe inoltre cercato un’alleanza con quello che riteneva essere un cartello messicano della droga per organizzare attentati sul suolo americano, probabilmente convinto che i metodi utilizzati altrove nel mondo potessero funzionare anche negli Stati Uniti. In realtà, il cittadino iracheno sarebbe finito in contatto con un agente statunitense sotto copertura che si fingeva un emissario del cartello, circostanza che ha portato al suo arresto. L’account X che pubblica fotografie di Saadi insieme a Soleimani, mentre ridono e si abbracciano, contiene diversi post che sembrano indicare il sostegno del cittadino iracheno alle milizie filo-iraniane e agli attacchi condotti in Europa. In un post dei primi di giugno 2023, il presunto miliziano – oggi detenuto negli Stati Uniti – invitava i lettori a “ricordare” quanto accaduto a Barcellona e un misterioso incidente in barca in cui persero la vita due agenti dell’intelligence italiana, un ex membro dei servizi segreti israeliani e una donna russa pochi giorni prima, scrivendo: “Ora vi ricordiamo questo mese, nel quale avete sperimentato a lungo una parte delle nostre sofferenze”, e avvertendo: “Non mettete alla prova la nostra pazienza”.
Tre brigate delle Unità di mobilitazione popolare irachene ufficiali sono state formate da membri di Kataib Hezbollah, mentre altri funzionari e comandanti stipendiati dal governo risultano anch’essi collegati al gruppo. Kh è stata accusata di essere dietro numerosi sequestri e omicidi ed è molto temuta in Iraq. Nel 2021, una figura di Kh nota come Abu Ali al Askari aveva minacciato l’allora primo ministro iracheno Mustafa al Kadhimi, sostenendo che “nemmeno i servizi segreti iraniani” sarebbero stati in grado di proteggerlo, sottolineando implicitamente una distinzione tra l’intelligence iraniana e i potenti Guardiani della rivoluzione, di cui Kh è considerata da tempo una forza proxy.