Gli attivisti della Flotilla arrestati e umiliati. Meloni: "Inaccettabili le immagini di Ben Gvir. Israele si scusi"

Tutte le 54 imbarcazioni bloccate dalla marina di Tel Aviv. In un video pubblicato sui social dal ministro israeliano si vedono gli attivisti in ginocchio e ammanettati. Mattarella: "Trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro". Tajani convoca l'ambasciatore. Intanto anche Netanyahu e Sa'ar biasimano Ben Gvir

20 MAG 26
Ultimo aggiornamento: 16:41
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Tutte le 54 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono state bloccate dalla marina israeliana. L'ultima, la Lina al Nabulusi, è stata fermata poco prima delle 20 di martedì a circa 118 miglia nautiche dalla Striscia (quasi 220 chilometri). L'operazione era iniziata lunedì mattina in acque internazionali vicino a Cipro ed è proseguita per due giorni consecutivi, sempre in acque internazionali. Ottantasette attivisti, tra gli oltre quattrocento fermati, hanno iniziato uno sciopero della fame. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben Gvir si è recato al porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della Global Sumud Flotilla, alcuni dei quali sono stati messi in ginocchio con le mani ammanettate dietro alla schiena. "Benvenuti in Israele'', ha detto Ben Gvir come si vede in un video che lui stesso ha condiviso sui social.
Dopo la pubblicazione del filmato, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato che è stato un "trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani invece hanno fatto una dichiarazione congiunta: "Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili.
È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano". Meloni e Tajani fanno sapere che "per questi motivi, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto". In una nota, il responsabile esteri del Partito democratico Giuseppe Provenzano ha detto il video diffuso dal Ministro della sicurezza nazionale di Israele, "coi maltrattamenti della sua polizia nei confronti degli attivisti illegalmente arrestati, è un insulto alla dignità umana".
"Noi ci vantiamo di altro, Ministro", scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo si faccia il bene di Israele".
La provocazione di Gvir sta creando turbolenze politiche anche in Israele. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha accusato Ben Gvir di avere "deliberatamente arrecato danno al nostro Stato in questa vergognosa messinscena - e non è la prima volta. Hai vanificato sforzi enormi, professionali e di successo compiuti da così tante persone - dai soldati dell'IDF al personale del Ministero degli Esteri e molti altri. No, tu non sei il volto di Israele". Alla fine è intervenuto direttamente anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu: "Israele - ha detto - ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele". Bibi ha anche fatto sapere di aver dato "istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile".
I mezzi della Flotilla – con a bordo 426 attivisti di 39 nazionalità – erano partiti giovedì dal distretto turco di Marmaris per sfidare il blocco navale dell'Idf e portare aiuti alla popolazione palestinese. L'esito era pressoché scontato: il ministero degli Esteri israeliano aveva denunciato la Flotilla come "una provocazione fine a se stessa", assicurando che lo stato ebraico "non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza". Nel corso dell'operazione, Israele ha bloccato il canale 16 delle radio – quello usato per le emergenze in mare e per dichiarare il mayday – trasmettendo canzoni di Rihanna e dei Lynyrd Skynyrd. Un dettaglio che dice molto sul registro scelto da Tel Aviv per gestire la faccenda. La marina israeliana ha anche sparato contro sei imbarcazioni, tra cui la Girolama, battente bandiera italiana. La stessa Flotilla ha specificato di non sapere se si trattasse di proiettili di gomma. Israele ha poi precisato che non erano stati "sparati colpi di arma da fuoco", ammettendo l'impiego di "mezzi non letali contro l'imbarcazione, e non contro i contestatori, a scopo di avvertimento".
Tutti i fermati "sono stati trasferiti su navi israeliane e sono in viaggio verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari", ha comunicato il ministero degli Esteri di Tel Aviv, che ha liquidato l'intera vicenda con una formula ormai collaudata. "Ancora una volta, questa flottiglia si è rivelata nient'altro che una trovata pubblicitaria al servizio di Hamas". Tra i 430 attivisti totali ci sono 29 cittadini italiani e tre residenti in Italia, trattenuti a bordo di una nave militare israeliana. Per loro il team legale della missione ha depositato un esposto-denuncia alla procura di Roma per sequestro di persona. Il profilo dei connazionali a bordo è quello dell'attivismo organizzato di sinistra: il deputato M5s Dario Carotenuto, unico parlamentare della spedizione, unitosi alla missione durante la tappa in Turchia; Antonella Bundu, ex consigliera comunale a Firenze e candidata governatrice della Toscana; Dario Salvetti, del collettivo di fabbrica della Gkn di Campi Bisenzio; l'attivista trentino 69enne Ruggero Zeni.
La Flotilla è alla sua ennesima missione fallita, ma il copione è sempre lo stesso: la partenza dai porti del Mediterraneo, l'intercettazione in acque internazionali, gli attivisti portati ad Ashdod per qualche giorno di detenzione e poi l'espulsione. Per i trattenuti si aprono due possibilità: l'espulsione immediata per chi acconsente, o entro 24 ore per gli altri, salvo – come accadde per l'attivista brasiliano Thiago Avila e lo spagnolo Saif Abukeshek – interrogatori o ulteriori indagini. 
Vale la pena ricordare cosa sia la Global Sumud Flotilla sul piano politico, al di là della retorica umanitaria. Non è un'organizzazione di soccorso in mare. È una struttura militante, appoggiata da Usb, Cgil, Fiom, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, M5s, Pd e Avs, il cui obiettivo dichiarato è consegnare aiuti umanitari (cibo, forniture mediche e beni di prima necessità) direttamente alla Striscia di Gaza "rompendo il blocco" navale isareliano, cioè forzando una misura di sicurezza che Israele ritiene legittima. Tajani stesso, nelle settimane scorse, aveva proposto di dirottare i rifornimenti verso Cipro per una distribuzione tramite la Chiesa cattolica. La Flotilla aveva rifiutato. Perché il punto non è tanto l'aiuto umanitario, quanto trasmettere ai media internazionali una precisa immagine: le navi da guerra, i militari sul gommone, gli attivisti con le mani alzate, tutto in diretta streaming fino a che le telecamere non vengono spente. In questo senso, l'obiettivo è stato raggiunto in pieno. E i soprusi di Ben Gvir, probabilmente, aiutano solo.