Petrolio, gas, auto e tecnologia. Quanto sono dipendenti Mosca e Pechino

Le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto "un livello senza precedenti", ha detto Vladimir Putin prima di arrivare in Cina. Come sono cambiati gli scambi bilaterali dalla guerra in Ucraina

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20 MAY 26
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Subito prima di arrivare a Pechino, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato con un video che le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto “un livello davvero senza precedenti”, ampliando gli scambi in ambito politico, economico e in molti altri settori. Secondo lo stesso presidente russo, gli scambi commerciali tra Mosca e Pechino sono in continua crescita, “avendo superato da tempo la soglia dei 200 miliardi di dollari, con i pagamenti reciproci che ora avvengono quasi interamente in rubli e yuan”. Xi Jinping e Vladimir Putin hanno attuato la “de-dollarizzazione” – cioè il passaggio dal dollaro statunitense alle proprie valute nazionali – in risposta alle sanzioni internazionali e all’espulsione delle principali banche russe dal sistema di pagamento Swift dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina. Dal 24 febbraio 2022, la Cina è diventata il principale partner commerciale della Russia: secondo il Mercator Institute for China Studies, gli scambi commerciali bilaterali tra Russia e Cina sono più che raddoppiati tra il 2020 e il 2024, e hanno raggiunto i 245 miliardi di dollari; ad aprile le importazioni cinesi dalla Russia sono aumentate di quasi il 40 per cento su base annua, raggiungendo i 13,54 miliardi di dollari, mentre le esportazioni sono cresciute del 25 per cento e sono arrivate a 10,16 miliardi di dollari. Anche dal punto di vista militare, il Cremlino è sempre più dipendente dalle tecnologie cinesi: Bloomberg ad aprile ha stimato che la Russia importa oltre il 90 per cento della tecnologia soggetta a sanzioni dalla Cina, con un aumento del 10 per cento rispetto all’anno precedente, rifornendosi da Pechino anche per le informazioni sull’osservazione della Terra, immagini satellitari per scopi militari e droni.
Le esportazioni russe verso la Cina consistono principalmente in petrolio, gas e carbone, mentre la Cina fornisce alla Russia una vasta gamma di beni manifatturieri, tra cui macchinari, telefoni, veicoli, apparecchiature elettriche e prodotti tessili. Secondo i dati della China Passenger Car Association, tra il 2021 e il 2024 la quota di mercato dei marchi cinesi nel settore automobilistico russo è passata dal 7 per cento a quasi il 60 per cento. Nel 2024 in Russia sono state acquistate oltre un milione di auto cinesi. Se molti analisti descrivono la partnership senza limiti tra Putin e Xi “squilibrata” – la Repubblica popolare è il principale partner commerciale del Cremlino, mentre la Federazione russa rappresenta solo il 4 per del commercio internazionale cinese – anche il ministero degli Esteri di Pechino ha fatto sapere che la visita di Putin, la venticinquesima del leader russo in Cina, rappresenta “un’opportunità per continuare a promuovere lo sviluppo delle relazioni sino-russe a un livello più profondo”.
Tra le priorità di Vladimir Putin ci sono i colloqui sul gasdotto Power of Siberia 2, per il quale la controllata russa dell’energia Gazprom e la China National Petroleum Corporation avrebbero firmato un accordo preliminare dopo anni di negoziati in stallo e che trasporterebbe 50 miliardi di metri cubi di gas russo in Cina attraverso la Mongolia, raddoppiando le esportazioni russe di gasdotti verso la Cina. Anche sull’energia i vantaggi per i due leader sono reciproci: secondo i dati del Centro per la ricerca sull’energia e l’aria pulita,  dall’inizio della guerra Pechino ha acquistato combustibili fossili russi per un valore superiore a 367 miliardi di dollari. Mosca è il principale fornitore di petrolio greggio per la Cina, quest’anno Pechino ha già aumentato le sue importazioni di petrolio russo del 35 per cento e a causa della crisi nello Stretto di Hormuz, anche la Repubblica popolare cinese è alla ricerca di accordi per garantire la sua sicurezza energetica.