La vendetta di Trump nelle primarie repubblicane

Le sconfitte di Cassidy, Massie e Raffensperger chiudono l’illusione di un Gop post-trumpiano. Il presidente resta il centro di gravità del partito

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21 MAY 26
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Thomas Massie (foto Ansa)

All’inizio di maggio, le fortune elettorali di Donald Trump sembravano in declino. Sembrava che ci fosse lo spazio politico per una nuova corrente autonoma nel Partito repubblicano, non coerente dal punto di vista ideologico ma unita dalla necessità di porre un freno a un presidente dai modi sempre più autoritari. Dopo venti giorni, queste attese sembrano lontane. E’ iniziato tutto il 5 maggio con le primarie dell’Indiana, dove nel mirino del tycoon sono finiti otto senatori statali che si sono opposti a un piano di ridistribuzione iniqua dei seggi per le elezioni di metà mandato: solo uno di questi è sopravvissuto, un altro ha annunciato di non ricandidarsi e sei hanno perso. Stesso destino per il moderato senatore della Louisiana Bill Cassidy, escluso dal ballottaggio alle primarie per la “colpa” di aver votato sì al secondo impeachment presidenziale post insurrezione del 6 gennaio 2021. 
Infine, cade anche il supercritico Thomas Massie, spina nel fianco della Casa Bianca sia per la gestione dei file del processo Epstein sia per la guerra contro l’Iran. Per il quarto distretto del Kentucky, popolato da solo 776 mila persone, sono stati spesi 32 milioni di euro da ambo le parti. Alla fine, Massie ha dovuto arrendersi all’avversario Ed Gallrein, sostenuto da Trump e da numerosi donatori filoisraeliani. Finisce anche l’eredità politica del veterano Mitch McConnell, da quarant’anni senatore del Kentucky e un tempo alleato di Trump: il suo pupillo Daniel Cameron, già procuratore generale dello stato, è stato battuto con trenta punti percentuali di distacco. Viene punito anche Brad Raffensperger in Georgia, il segretario di stato che nel 2020 si rifiutò di cedere alle pressioni di Trump per “trovare 10 mila voti” per ribaltare il risultato delle presidenziali di quell’anno: ha preso solo il 15 per cento alle primarie per diventare governatore. Trump è riuscito a eliminare i suoi rivali, gli elettori hanno seguito le sue indicazioni.