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Morales aizza la piazza in Bolivia
A due settimane dall'inizio delle proteste contro Rodrigo Paz Pereira, gli Stati Uniti avvertono che non tollereranno un tentativo di colpo di stato. L'ex presidente, latitante da due anni, ha scatenato la piazza per evitare l'arresto
22 MAG 26

“Gli Stati Uniti non tollereranno un tentativo di colpo di stato in Bolivia”, ha avvertito il segretario di stato americano Marco Rubio, a due settimane dall’inizio delle proteste contro il presidente Rodrigo Paz Pereira. Sarebbero arrivati a 47 i blocchi stradali in sei dei nove dipartimenti del paese. Promotore delle proteste è l’ex presidente Evo Morales, che da due anni è latitante per accuse di tratta di persone e stupro in seguito a una relazione con una quindicenne. Barricato nella sua roccaforte del Chapare e protetto dai suoi cocaleros, per evitare l’arresto ha scatenato la piazza, cogliendo l’occasione della politica di austerity cui Paz Pereira si dice costretto per lo stato in cui ha trovato finanze ed economia.
Sindacati e organizzazioni sociali hanno iniziato col chiedere aumenti salariali, miglioramento della qualità del carburante e opposizione a una legge fondiaria, ma ormai l’obiettivo sono le dimissioni del presidente, anche se in teoria Morales si accontenterebbe di meno: fermare le privatizzazioni, non modificare la Costituzione senza un referendum, mantenere le promesse di austerità sugli stipendi delle alte cariche. “Evo Morales è fuori di testa. Un giorno si agita e dice una cosa, il giorno dopo si agita e ne dice un’altra”, risponde Paz, che ha annunciato un rimpasto di governo e altre misure, ma dice che non ha intenzione di “negoziare con vandali”.
L’Ue ha lanciato un appello alla “calma e al dialogo” e anche il Messico chiede dialogo. Il presidente colombiano Gustavo Petro, invece, ha parlato di “insurrezione popolare” e di una “risposta alla superbia geopolitica”, oltre ad aver paragonato Milei a Hitler per aver appoggiato il governo boliviano, a cui è seguita l’espulsione dei rispettivi ambasciatori. “Che nessuno si faccia illusioni: gli Stati Uniti sostengono fermamente il legittimo governo costituzionale della Bolivia. Non permetteremo a criminali e narcotrafficanti di rovesciare i leader democraticamente eletti nel nostro continente”, ha detto Rubio. Anche Argentina, Cile, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Panama, Paraguay e Perù hanno firmato una dichiarazione congiunta in appoggio a Paz.



