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Verso le elezioni •
Kyiv è la tappa strategica per i presidenziabili francesi (per Bardella no)
Con i suoi viaggi in Ucraina, Édouard Philippe, sulla scia di Attal e Retailleau, si iscrive alla lista dei candidadibili all'Eliseo che sono andati a dare il proprio sostegno a Zelensky in cerca di una statura internazionale. Ma il viaggio a Kyiv rappresenta anche un modo per distinguersi dal Rassemblement national, da sempre ambiguo nei suoi rapporti con Mosca
29 MAG 26

Foto LaPresse
Parigi. Kyiv è la nuova tappa strategica per gli aspiranti inquilini dell’Eliseo. A undici mesi dalle presidenziali, si moltiplicano i viaggi dei politici francesi nella capitale ucraina, tra sostegno al presidente Volodymyr Zelensky nella sua resistenza alla guerra d’aggressione della Russia e ricerca di una statura internazionale. Martedì, a Kyiv, è arrivato Édouard Philippe, ex primo ministro e leader di Horizons, con i sondaggi migliori tra i candidati centristi in vista delle elezioni del 2027. “Sostenere gli ucraini significa sostenere noi stessi: la nostra sicurezza dipende da questo. A Kyiv ho espresso al presidente il mio sostegno personale, il mio sostegno al popolo ucraino e la mia determinazione a restare al fianco dell’Ucraina fino a quando non ci saranno le condizioni per la pace, e anche oltre”, ha scritto su X Philippe. In un video pubblicato sul suo account personale, Zelensky si è detto “grato” per “l’importante dimostrazione di solidarietà” nei confronti dell’Ucraina dell’ex premier francese. Philippe è favorevole a “un dispiegamento di truppe europee in Ucraina una volta ristabilita la pace”, al fine di garantire “che la Russia non sia tentata di riprendere gli attacchi”, facendo eco all’auspicio già espresso dal presidente Emmanuel Macron di dispiegare una “forza di rassicurazione” sul territorio ucraino quando le armi taceranno. Su X, Philippe ha inoltre dichiarato che si impegnerà “a fare in modo che l’Ucraina possa entrare nella Nato”.
Per il leader di Horizons si è trattato del terzo viaggio a Kyiv dall’inizio del conflitto nel 2022. La capitale ucraina, al centro come a destra, è diventata ormai una tappa imprescindibile alla luce delle attuali sfide geopolitiche. Philippe si iscrive sulla scia di Gabriel Attal, ex premier e attuale leader di Renaissance, il partito macronista, e del candidato dei gollisti all’Eliseo Bruno Retailleau, presente nella capitale ucraina la scorsa settimana. Retailleau, ex ministro dell’Interno, ha scelto l’Ucraina per il suo primo viaggio elettorale all’estero: i suoi collaboratori ritengono che nel 2027 i francesi saranno attenti alle questioni legate alla guerra, alla difesa e alla sicurezza internazionale. Dopo un momento di raccoglimento al Maidan davanti al monumento dedicato ai soldati ucraini uccisi durante la guerra, Retailleau ha incontrato il capo di gabinetto di Zelensky prima di recarsi per qualche ora a Bucha, la città simbolo dei crimini di guerra russi. “Ho deciso di dedicare il mio primo viaggio internazionale in campagna elettorale all’Ucraina, che da oltre quattro anni subisce l’aggressione russa. Perché questa guerra non è un conflitto regionale lontano: è il sintomo del nuovo assetto strategico che si sta imponendo in tutta Europa”, ha scritto su X Retailleau.
L’Ucraina, per la destra gollista, rappresenta anche un modo per distinguersi dal Rassemblement national, il partito della destra identitaria di Marine Le Pen e Jordan Bardella, da sempre ambiguo nei suoi rapporti con Mosca. Per Attal, che ufficializzerà domani la sua candidatura alle presidenziali in occasione di un meeting a Porte de Versailles a Parigi, e si è recato già quattro volte a Kyiv (nel settembre del 2024 intervenne al summit Yalta European Strategy in presenza di Zelensky), la questione ucraina ha anche una dimensione personale: la madre, Marie de Couriss, discende da una famiglia di Odessa. “L’Ucraina si batte per la sua libertà e per la nostra”, ha detto Attal al media online Brut. Il quinto viaggio nella capitale ucraina è atteso entro la fine del 2026.