Esteri
Adesione sospesa •
Putin vuole l’Ucraina a tutti i costi. E l’Unione europea?
Con l’Ungheria meno capace di bloccare tutto, gli stati membri non possono più nascondersi dietro Orbán. Ora il problema è la reale volontà dell’Ue di portare Kyiv dentro l’Unione e sostenerla fino in fondo
5 GIU 26

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (foto Ansa)
Bruxelles. Giugno 2026 dovrebbe essere un mese storico per l’Ucraina nella sua lotta per resistere all’aggressione russa ed entrare nell’Unione europea. A maggio, per la prima volta dal 2023, l’esercito ucraino ha recuperato più territorio di quanto ne abbia perso. Gli attacchi ucraini con droni e missili in profondità contro le infrastrutture energetiche hanno ridotto le capacità di esportazione di petrolio e gas della Russia. Il primo giorno del Forum economico internazionale di San Pietroburgo è stato rovinato dalle colonne di fumo degli attacchi dei droni ucraini. A Bruxelles l’Ungheria di Peter Magyar sta facendo cadere uno dopo l’altro i veti di Viktor Orbán. Il prestito da 90 miliardi di euro dell’Ue all’Ucraina è stato approvato. Budapest si prepara a scongelare i fondi della European Peace Facility – 6,6 miliardi di euro bloccati dalla primavera 2023 – per rimborsare gli stati membri che hanno fornito aiuti militari a Kyiv. La Commissione sta preparando un ventunesimo pacchetto di sanzioni che potrebbe fare più male del solito alla Russia, perché non l’Ungheria ha smesso di chiedere di annacquare le misure. Soprattutto, la strada dell’Ucraina per l’adesione all’Ue sarà riaperta il 15 giugno, con una conferenza intergovernativa a Lussemburgo per aprire la prima serie di capitoli negoziali – una decisione che è stata tenuta in sospeso per un anno e mezzo a causa del veto di Orbán.
“Ci sarebbero tutte le condizioni per trasformare il vertice europeo del 18 e 19 giugno in un grande momento per Volodymyr Zelensky e l’Ucraina. Invece, è come se il tema fosse secondario”, dice al Foglio un diplomatico di uno dei paesi più convinti sostenitori di Kyiv. Uscito di scena Orbán, si sono moltiplicati i segnali di prudenza verso l’Ucraina. “Nessuno può più nascondersi dietro di lui sulle scelte difficili”, spiega un’altra fonte. La lettera di Friedrich Merz sulla “membership associata”, le divisioni interne al governo di Giorgia Meloni e la riluttanza di Francia, Italia e Spagna a contribuire di più alla difesa dell’Ucraina sollevano interrogativi sulla reale determinazione di una parte dell’Ue. Se Vladimir Putin ha dimostrato di volere l’Ucraina a tutti i costi – mettere in ginocchio l’economia del paese e perdere 30 mila soldati al mese – l’Ue all’improvviso appare meno convinta di volerla dentro. “C’è un problema di credibilità”, ammette il diplomatico.
La proposta di Merz di “membership associata” è stata accolta con grande scetticismo da diversi Stati membri. “Invia il messaggio opposto all’adesione”, dice il diplomatico. Il “momento è stato sbagliato, dato che si stava lavorando per aprire i capitoli negoziali”, conferma la seconda fonte. Sull’adesione, a Bruxelles sono state notate le parole del ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, che si è detto contrario per non danneggiare l’agricoltura. Alcuni paesi si sono opposti ad aprire tutti i capitoli negoziali come proposto dalla Commissione. Magyar ha indicato un orizzonte temporale di 10-15 anni per l’adesione. Gran parte degli stati membri ritiene che sia l’unico calendario realistico. Diversi diplomatici dei paesi nordici e baltici (ma anche della Germania), inoltre, sollevano regolarmente il problema della “condivisione degli oneri”: Francia, Italia e Spagna sono accusate di fare troppo poco in termini di aiuti finanziari e militari bilaterali. Gli stessi tre paesi sono accusati di concedere troppi visti turistici ai russi: nel 2025 la Francia ne ha rilasciati oltre 170 mila, l’Italia oltre 160 mila, la Spagna quasi 100 mila. La Svezia ieri ha coalizzato un gruppo di 10 paesi che ha chiesto alla Commissione di intervenire perché “i turisti russi si godono viaggi di piacere sulle spiagge e nelle località turistiche europee, mentre missili e droni continuano a colpire civili e infrastrutture civili in Ucraina”.