Esteri
il contagio dell'odio •
Belfast brucia dopo un accoltellamento: caccia agli stranieri nella notte
Dopo l’arresto di un rifugiato sudanese per il brutale ferimento di un uomo, centinaia di persone incappucciate hanno assaltato abitazioni, autobus e negozi. Evacuate famiglie con bambini, sospesi i trasporti pubblici. Dalle rivolte anti-immigrati alle campagne dell’estrema destra online: un copione già visto
Martedì sera, centinaia di uomini mascherati hanno percorso le strade di Belfast est e nord e incendiato case, automobili e autobus e si sono scontrati con la polizia nordirlandese in quello che è stato definito come un "pogrom" contro gli stranieri, in particolare di origine africana. Le violenze sono avvenute dopo l'accoltellamento di un quarantenne, la sera precedente, imputato a un rifugiato sudanese.
Su Lendrick Street, una famiglia ucraina è scappa dalla porta sul retro mentre l'ingresso della propria abitazione bruciava. Una famiglia africana residente nel quartiere da vent'anni ha dovuto abbandonare la sua casa dopo che la folla ne ha sfondato le finestre. Una famiglia con quattro bambini è stata fatta evacuare da un consigliere municipale indipendente: anche la loro casa è stata data alle fiamme. Il capo della polizia Jon Boutcher riferisce che nella notte gli agenti hanno messo in salvo famiglie intere, tra cui un neonato di due mesi. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire su oltre sessanta episodi. I trasporti pubblici sono stati sospesi.
Molti dei manifestanti erano giovani, vestiti di nero, incappucciati: in vari casi sono entrati con la violenza nelle case, hanno spaccato finestre e poi appiccato incendi mentre urlavano slogan contro l'immigrazione. A Portadown è stata data alle fiamme una volante della polizia; a Ballyclare è stata attaccata una barberia turca. Sulla Lower Newtownards Road – una delle arterie principali della Belfast est, raggiungibile a piedi dal centro, frequente punto di tensione durante i Troubles – una colonna ha tentato di incendiare un'auto finché una donna non è uscita di casa per dire che la macchina non apparteneva a uno straniero. Solo a quel punto i manifestanti si sono spostati, racconta la Bbc. La Lower Newtownards Road è il cuore simbolico del lealismo operaio di Belfast est – lo stesso quartiere che ha costruito il Titanic, che ha i volti dei suoi martiri dipinti sui muri di mattoni, e che si percepisce da decenni come comunità sotto pressione.
L'accoltellamento che ha scatenato le proteste
Tutto nasce ventiquattr'ore prima. Lunedì sera, verso le 22.30, un uomo sulla quarantina viene aggredito in modo brutale, con un coltello da cucina, su Kinnaird Avenue, nella parte settentrionale di Belfast. Le ferite sono gravissime: al viso, agli occhi, alla schiena. La polizia arresta un trentenne sudanese e lo accusa di tentato omicidio, possesso di arma impropria e minacce di morte. L'uomo non era noto né alla polizia locale né ai servizi di sicurezza nazionali. Aveva raggiunto Belfast nel febbraio 2023 con un autobus da Dublino, dove era arrivato in volo da Parigi. Aveva chiesto asilo al suo arrivo e nel settembre dello stesso anno gli era stato concesso il permesso di soggiorno fino al 2028. Un video dell'aggressione è subito circolato online. È una scena barbarica: l'aggressore sembra voler decapitare la vittima, infierisce sul suo volto. Prima dell'intervento della polizia, un uomo di nome Tighearnán, che stava tornando dall'allenamento di hurling (sport nazionale irlandese) col figlio, vede l'aggressione, scende dall'auto con un amico e colpisce l'aggressore con un bastone da hurling per fermarlo. Anche l'azione di Tighearnán è stata ripresa e in suo favore è stato aperto un crowdfunding.
Tra chi ha soffiato sul fuoco delle proteste su X ci sono Elon Musk – proprietario della piattaforma – e Tommy Robinson, il più noto agitatore di estrema destra britannico il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, 42 anni e diverse condanne penali. A settembre 2025 Robinson aveva organizzato a Londra una marcia da circa 150.000 persone e a maggio 2026 ne ha organizzata un'altra. A febbraio è stato ricevuto al Dipartimento di stato americano, con il consigliere senior Joe Rittenhouse che lo ha elogiato come un "guerriero della libertà di parola". In sostanza una legittimazione politica, un segnale di Washington alla destra radicale europea (lo stesso schema della visita di Vance all'Afd tedesca).
Il premier britannico Keir Starmer ha definito l'attacco "raccapricciante" e chiesto ai cittadini di mantenere la calma. I leader dei principali partiti nordirlandesi hanno condannato sia l'aggressione di lunedì sia i disordini. La prima ministra Michelle O'Neill parla di "vigliaccheria disgustosa". Boutcher definisce i rivoltosi "idioti irresponsabili che stanno danneggiando il loro stesso futuro".
L'Irlanda del nord conta una delle quote più basse di minoranze etniche nel Regno Unito: un censimento del 2021 registrava quasi il 97 per cento della popolazione come etnicamente bianca, con Belfast sopra il 90 per cento. L'immigrazione è materia di cui si occupa Westminster, fuori cioè dalla competenza di Stormont.
I precedenti. Dall'omicidio Nowak a Southampton alle strade dell'Irlanda del nord in fiamme
I disordini di Belfast si inseriscono in una sequenza che attraversa il Regno Unito da almeno due anni. Lo schema è sempre lo stesso: un fatto violento di cronaca che coinvolge degli immigrati, la sua amplificazione sui social, e le strade in fiamme entro ventiquattr'ore.
Lo scorso dicembre, a Southampton, Henry Nowak – studente diciottenne di origini polacco-britanniche – veniva accoltellato cinque volte da Vickrum Digwa, un ventitreenne sikh, durante una lite in strada. Quando la polizia giunse sul posto, Digwa accusò Nowak di averlo aggredito: gli agenti ammanettarono Nowak mentre era a terra morente. Il video delle bodycam dei poliziotti è diventato virale. Digwa è stato condannato per omicidio il 28 maggio scorso e condannato all'ergastolo con un minimo di ventuno anni. La settimana scorsa centinaia di manifestanti si sono radunati davanti a una stazione di polizia di Southampton, aizzati da attivisti dell'estrema destra, e hanno lanciato mattoni e altri oggetti contro gli agenti in assetto antisommossa, ferendone undici. Nigel Farage aveva scritto su X che il comportamento della polizia dimostrava che "la paura di essere accusati di razzismo era più forte dell'istinto di intervenire". Il padre di Nowak ha chiesto che la morte del figlio non venga "usata per creare ulteriore divisione e odio": un appello rimasto in larga misura inascoltato.
Nel giugno 2025, dopo l'arresto di due adolescenti rumeni accusati di violenza sessuale a Ballymena – accuse poi cadute per mancanza di prove – l'Irlanda del nord aveva vissuto più di una settimana di disordini, con decine di abitazioni attaccate e i residenti che appendevano cartelli alle finestre con scritto "qui vivono locali" per dissuadere i rivoltosi. Prima ancora, nell'estate 2024, erano stati i fatti di Southport – tre bambine uccise, il sospettato falsamente descritto online come un migrante musulmano – a innescare una ondata di violenze in tutto il paese.
