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Editoriali •
Modello Sánchez contro la magistratura
Il governo spagnolo si difende dalle inchieste attaccando i giudici politicizzati
12 GIU 26

Foto Ansa
Chissà se per la sinistra italiana il governo Sánchez è un modello anche sulla giustizia. “Ci sono giudici che abusano del loro potere”, ha detto Óscar López, ministro della Funzione pubblica, rivendicando il primato della sovranità popolare: “Non governa la magistratura, governa il Governo. E governa grazie al voto”. Il dirigente del Partito socialista spagnolo (Psoe) è intervenuto a un evento di premiazione di Álvaro García Ortiz, l’ex Procuratore generale nominato da Sánchez recentemente decaduto dopo la condanna per rivelazione del segreto d’ufficio ai danni del compagno di un’oppositrice politica del governo.
Proprio ieri, il Tribunale supremo ha rigettato una richiesta d’indulto nei confronti di García Ortiz perché con le sue azioni ha “significativamente compromesso l’integrità istituzionale della Procura, data l’importanza del suo ruolo di promotore della giustizia”. Lo scontro con la magistratura non riguarda solo il caso García Ortiz, che il governo Sánchez ritiene un innocente perseguitato da giudici politicizzati, ma è molto più ampio. Altri ministri, come Óscar Puente, hanno apertamente evocato una sorta di golpe giudiziario contro il governo portato avanti da settori reazionari della polizia e della magistratura con le inchieste sui familiari di Sánchez, sull’ex premier Zapatero e su pezzi grossi del partito. L’ultima inchiesta, però, sta facendo emergere il contrario: il Psoe, attraverso fatture false, ha finanziato una faccendiera, Leire Díez, che attraverso il ricatto, la calunnia o la corruzione di magistrati e inquirenti puntava a bloccare le inchieste contro Sánchez. Fosse accaduto in un altro paese, con un governo di un altro colore, si parlerebbe di svolta autoritaria, democrazia in pericolo e attentato allo stato di diritto.