Esteri
Vita di un missile •
Quanto ci vuole a costruire un missile terra-aria Patriot
Perché servono almeno due anni e quattrocento aziende per accelerare la produzione degli intercettori americani. Una ricostruzione
12 GIU 26

Quanto ci vuole a costruire un missile terra-aria Patriot e trasferirlo dalla fabbrica al fronte? Questi missili di ultima generazione che possono essere lanciati in pochi secondi al costo di circa 4 milioni di dollari ciascuno sono l’ultima dipendenza militare che Kyiv ha ancora nei confronti degli Stati Uniti, e a fine maggio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto una lettera a Donald Trump chiedendo l’invio di intercettori per proteggere gli ucraini dai missili balistici russi. Il Wall Street Journal ha ricostruito la catena di produzione del missile, che richiede più di due anni e coinvolge oltre quattrocento aziende prima che possa essere inviato nelle zone di conflitto. Quest’anno i funzionari del Pentagono hanno raggiunto un accordo con la Lockheed Martin per triplicare la produzione del suo ultimo modello, il PAC-3 MSE, portandolo a circa 2.000 unità all’anno, ma “il produttore non prevede di raggiungere l’obiettivo prima della fine del 2030”, scrive l’esperto di Difesa Drew FitGerald sul quotidiano americano: “Potrebbe essere troppo tardi per proteggere alcune regioni minacciate senza altre opzioni per colmare il vuoto. La guerra con l’Iran sta mettendo a dura prova le scorte di missili Patriot, già ridotte al minimo dagli impegni militari statunitensi degli ultimi due anni e dai continui combattimenti in Ucraina, che ha subìto oltre quattro anni di attacchi russi. E gli ordini di intercettori da parte degli alleati degli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record”.
Secondo un’analisi del Center for Strategic and International Studies ci vorranno almeno tre anni per ricostituire le scorte di missili Patriot ai livelli precedenti alla guerra con l’Iran e serviranno più fondi di quelli stanziati dal Congresso per le munizioni. Inoltre la produttrice Lockheed si trova ad affrontare una serie di problemi interni, dai rallentamenti nella fornitura di componenti alla scarsità di manodopera locale. Una portavoce dell’azienda ha detto al Wsj che l’azienda sta collaborando con il governo e i suoi fornitori per “eliminare i colli di bottiglia e ridurre i tempi di consegna ove possibile, pur mantenendo i rigorosi standard di prestazioni e sicurezza richiesti”, ma la realizzazione di sistemi avanzati come il PAC-3 richiede anni, e aumentare il ritmo di produzione allunga ulteriormente i tempi. La catena di preparazione e produzione del missile attraversa più di una fase: ampliamento, assunzione, documentazione, fornitura, componenti, assemblaggio, consegna. Soltanto l’ampliamento di uno stabilimento richiede anni: a uno stabilimento Boeing per la produzione di componenti per missili, ad esempio, ci sono voluti più di due anni, e quello già previsto per lo stabilimento L3Harris, che produce motori per razzi, non sarà operativo prima di un altro anno. Anche per l’assunzione, secondo la stessa azienda, possono essere necessari circa sei mesi per reclutare e formare i candidati per le posizioni in fabbrica. Soltanto dopo la raccolta di proposte da produttori di componenti, tra cui Boeing, L3Harris e altri, e dopo la richiesta ai propri fornitori per ottenere preventivi di prezzo e di produzione, ciascun fornitore può iniziare a costruire la parte a lui assegnata: Lockheed conta oltre 400 aziende che forniscono componenti per i suoi missili. Ma le aziende che non dispongono delle materie prime necessarie in magazzino devono attendere l’arrivo dei materiali, e anche una volta arrivati, prima dell’assemblaggio finale, i principali subappaltatori devono costruire le singole sezioni del missile Patriot.
Quando i componenti principali hanno raggiunto lo stabilimento Lockheed Martin di Camden, in Arkansas, gli operai possono iniziare l’assemblaggio completo: questo lavoro può richiedere anche solo sei settimane . Dopo le ispezioni finali, occorre del tempo per consegnare i missili alle batterie di difesa aerea di tutto il mondo. Circa la metà è destinata ad acquirenti stranieri, mentre l’esercito statunitense si occupa della restante parte. Secondo la società di software per la difesa Govini, spiega il Wall Street Journal, oltre l’80 per cento dei fornitori di secondo livello, ovvero i fornitori dei fornitori del PAC-3, fornisce componenti a più di un programma missilistico: “Ciò rende più difficile aumentare la produzione di un tipo di missile senza interrompere la catena di approvvigionamento di un’altra arma molto richiesta”. Chris Kubasik, l’amministratore delegato di L3Harris, ha detto: “E’ necessario che l’intero ecosistema sia allineato. (…) Se quadruplichiamo un missile, allora dobbiamo quadruplicare gli involucri, gli inneschi, le valvole e i dispositivi di strozzatura”.

