L'accordo tra Stati Uniti e Iran riapre Hormuz e rimanda la questione nucleare

"L'accordo con la Repubblica islamica dell'Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti!", ha scritto Trump, che esorta: "Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!". La firma è prevista venerdì in Svizzera

15 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 06:35
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Foto Ap, via LaPresse

Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo parziale per porre fine a mesi di combattimenti. "L'accordo con la Repubblica islamica dell'Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti!", ha scritto Trump domenica su Truth, aggiungendo di aver accettato di porre fine al blocco navale statunitense sui porti iraniani in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran e di una continua cessazione delle ostilità. "Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!", ha sintetizzato sui social il presidente americano.
La firma dell'accordo è prevista per venerdì. L'annuncio di domenica ha permesso a Trump di festeggiare l'accordo nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato sui social media che entrambe le parti "si sono impegnati a cessare immediatamente e permanente le operazioni militari su tutti i fronti in medio oriente, compreso il Libano". Ha aggiunto che la cerimonia ufficiale di firma dell'accordo si terrà venerdì in Svizzera. Le due parti però si dovranno incontrare più avanti per continuare a discutere i limiti al programma nucleare iraniano richiesti da Trump.
Alcuni funzionari statunitensi hatto detto al Washington Post che che le trattative erano state sul punto di saltare nella mattinata di domenica quando Israele aveva risposto a un attacco di Hezbollah colpendo Dahiyeh, la periferia a sud di Beirut, dove il gruppo sciita detiene affari e centri di comando. Preoccupazione espressa anche dal vicepresidente JD Vance in un'intervista a Fox News dopo l'annuncio dell'accordo: "Dopo l'attacco israeliano a Beirut, eravamo molto preoccupati. C'era il rischio che gli iraniani potessero lanciare un gran numero di missili contro Israele".
Israele sostiene di aver colpito Hezbollah in risposta a nuovi attacchi dal Libano e ribadisce che non tollererà minacce al proprio territorio. Il governo Netanyahu, già da settimane, si mostra scettico verso l’intesa tra Washington e Teheran, temendo che limiti la libertà d’azione israeliana contro Hezbollah e contro l’influenza iraniana nella regione.
Secondo l'agenzia di stampa statale Irna, il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha evidenziato che l'accordo con gli Stati Uniti prevede anche la revoca completa delle sanzioni statunitensi. Ha anche aggiunto che si arriverà a una firma solo se l'Iran avrà verificato il rispetto da parte degli Stati Uniti dell'accordo in vigore, che, a suo dire, prevedeva lo scongelamento dei beni iraniani e la revoca del blocco navale. La versione americana è molto diversa: secondo Washington i beni iraniani non saranno sbloccati finché Teheran non avrà dimostrato di aver rispettato l'accordo.
Nel promuovere l'accordo, Trump e i suoi più stretti collaboratori hanno affermato che l'Iran aveva accettato di non perseguire lo sviluppo di armi nucleari. Tuttavia, i leader iraniani, che hanno ripetutamente fatto promesse simili per decenni, domenica hanno sottolineato che le discussioni sul loro programma nucleare devono ancora essere affrontate e che si potranno tenere solo dopo la revoca del blocco navale statunitense sui loro porti e il ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz.
Quel che è certo è che l'approccio di Trump è cambiato dall'inizio degli attacchi a oggi. Il presidente americano ha smesso di esortare gli iraniani a rovesciare il regime e la sua azione politica ora si è concentrata nelle trattative con quel regime che voleva azzerare e ribaltare, ma che ha solo in parte azzerato ma non davvero ribaltato. Il presidente ha respinto le azioni militari che potrebbero mettere a repentaglio la pace, come ha fatto domenica con Netanyahu.