Ora gli europei temono di tornare il bersaglio di Trump. La pressione sulla Russia

Al G7 di Evian i leader europei sperano di cambiare la percezione che il presidente americano ha dei rapporti di forza sul campo di battaglia in Ucraina: il perdente non è più Zelensky, ma Putin

16 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 06:40
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Foto ANSA

Bruxelles. L’accordo concluso da Donald Trump con l’Iran potrebbe mettere fine a un periodo di pace relativa per i leader europei, che temono di essere di nuovo presi di mira dal presidente americano già al vertice del G7 che si sta tenendo a Evian. Le difficoltà a mettere fine all’intervento militare lanciato con Israele il 28 febbraio contro la Repubblica islamica e le conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz avevano distratto Trump. Dall’Ucraina ai dazi, passando per la Groenlandia, l’Ue ha vissuto tre mesi di calma, durante i quali hanno potuto far avanzare i loro interessi senza interferenza. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha organizzato l’agenda e la scenografia (compresa una cena a Versailles mercoledì) per rabbonire l’umore del presidente degli Stati Uniti. Ha anche assicurato che la Francia potrebbe inviare la sua portaerei Charles De Gaulles nello Stretto di Hormuz in “due o tre giorni” per assicurare la libertà di navigazione. L’obiettivo degli europei è spingere Trump a concentrarsi sull’Ucraina, ma con un’attitudine opposta a quella che aveva avuto prima della guerra in Iran. Non più pressioni sull’Ucraina per capitolare, ma pressioni sulla Russia per accettare un cessate il fuoco. “Voglio che gli americani dicano ‘siamo con voi’, continueremo ad aiutare l’Ucraina, metteremo più pressione sulla Russia”, ha detto ieri Macron.
I leader europei sperano di cambiare la percezione che Trump ha dei rapporti di forza sul campo di battaglia in Ucraina. Il perdente (il “looser” da disprezzare) non è più Volodymyr Zelensky, ma Vladimir Putin. A maggio l’esercito ucraino ha recuperato più terreno di quanto ne abbia ceduto alla Russia. Le linee di rifornimento nel Donbas e in Crimea sono prese di mira dai droni di Kyiv. Gli attacchi in profondità in Russia stanno provocando un razionamento dei carburanti in alcune regioni e hanno limitato le capacità di produzione ed esportazione. L’aumento del prezzo del petrolio provocato dalla chiusura di Hormuz è stata una boccata d’ossigeno provvisoria. “L’Ucraina resiste molto meglio di quanto pensi”, ha spiegato Macron. “Nonostante gli attacchi delle ultime ore, l’Ucraina si trova ora in una nuova posizione di forza. La Russia non può vincere militarmente, inoltre la sua economia è indebolita”, ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. “La Russia sta subendo una crescente pressione. Le nostre sanzioni stanno producendo effetti profondi. L’economia di guerra di Putin non è mai stata così debole”, gli ha fatto eco la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. L’Ue sta facendo la sua parte, garantendo i finanziamenti per comprare le armi dagli Stati Uniti, adottando il ventunesimo pacchetto di sanzioni e avviando formalmente i negoziati di adesione con l’Ucraina. Tuttavia, gli europei hanno bisogno di non ritrovarsi contro Trump. Macron ha spiegato che il messaggio sarà “abbiamo bisogno di voi” per negoziare la pace con gli ucraini. Zelensky, che oggi parteciperà a una sessione del G7, ha rivelato di aver invitato Putin a Evian per sedersi al tavolo con Trump e con gli europei. Il Cremlino non ha risposto. L’attacco devastante contro Kyiv di domenica notte è stato preso come un “no”.
“Questi attacchi dimostrano la riluttanza della Russia a impegnarsi seriamente nei negoziati di pace. Ma il tempo non è dalla parte della Russia”, ha detto il presidente del Consiglio europeo, António Costa. “Quando i leader del G7 si riuniranno a Evian, discuteremo di come aumentare la pressione sulla Russia affinché si sieda al tavolo dei negoziati”, ha aggiunto. Trump ascolterà gli europei? Altri temi nell’agenda del summit sono stati ritagliati su misura del presidente americano. Come la sessione dedicata alla Cina. “Un tema chiave per il G7 di quest’anno è quello degli squilibri economici globali. Ciò significa che alcuni paesi producono troppo e consumano troppo poco”, ha detto Ursula von der Leyen. “L’Unione europea ha registrato il suo più grande deficit commerciale di sempre, pari a 360 miliardi di euro. Questo, ovviamente, non è sostenibile”, ha aggiunto la presidente della Commissione, utilizzando toni che ricordano quelli del presidente Maga. “Tutto è molto bello”, ha detto Trump al suo arrivo a Evian. Ma prima di prendere l’aereo è anche tornato a lanciare le minacce del prima della guerra in Iran. Se la Francia manterrà la digital tax, “non avrò altra scelta che imporre un dazio del 100 per cento su tutti gli champagne e tutti i vini”, ha detto Trump in un’intervista al New York Post. La discussione sarà “rispettosa, ma ferma”, ha risposto Macron.