Esteri
Allargamento frenato •
L’Ue dice all’Ucraina che ci vuole “realismo” sull’adesione
Zelensky chiede tempi rapidi per l’ingresso nell’Ue, ma molti governi frenano. Con le elezioni in arrivo in Francia, Italia, Spagna e Polonia, il dossier ucraino diventa terreno sensibile per populisti e oppositori dell’allargamento
19 GIU 26

(foto Ansa)
Bruxelles. L’Ucraina ha appena fatto il primo passo formale per entrare nell’Unione europea e l’entusiasmo per l’allargamento di molti leader dei ventisette stati membri si è già raffreddato. Il Consiglio europeo ieri ha celebrato con Volodymyr Zelensky l’apertura del primo blocco di capitoli negoziali di lunedì scorso. Il presidente ucraino ha chiesto di accelerare e aprire rapidamente tutti i capitoli negoziali, come raccomandato dalla Commissione. Nell’Ue a parole tutti lo sostengono, lodando le riforme realizzate dall’Ucraina in tempo di guerra per adeguarsi alle condizioni poste dall’Ue. Ma dietro le quinte c’è una crescente prudenza da parte di alcuni grandi e piccoli paesi. Francia, Germania, Italia, Polonia, Belgio: a parte i nordici e i baltici, la maggior parte dei leader vuole rallentare il processo di adesione. “Dobbiamo dire ai nostri amici ucraini che è necessario un po’ di realismo”, spiega al Foglio un diplomatico europeo: “Faremo progressi, ma l’adesione è molto distante”. I paesi baltici, le cui dimensioni non ponevano grandi problemi politici o economici all’Ue, ci avevano messo sei anni dall’apertura dei primi capitoli all’adesione nel 2024. La stima più ottimista che circola a Bruxelles per l’Ucraina è il 2034.
“E’ un grande momento per l’Ucraina: il primo cluster è stato aperto”, ha detto ieri Zelensky al fianco dei presidenti di Ursula von der Leyen e António Costa, rispettivamente presidente della Commissione e del Consiglio europeo. “Oggi discuteremo i prossimi cinque passi molto importanti, storici per l’Ucraina”, ha aggiunto Zelensky. Il cluster è un blocco di capitoli negoziali. Il primo riguarda i fondamentali: democrazia, stato di diritto e lotta alla corruzione. Nel processo di allargamento ci sono altri cinque cluster, ciascuno legato a diversi settori della politica dell’Ue. La Commissione ha già certificato che l’Ucraina (come la Moldavia) ha realizzato le riforme necessarie per aprire anche gli altri cinque cluster. In teoria gli stati membri avrebbero potuto già farlo lunedì. Ma non c’è stata l’unanimità. L’obiettivo di Zelensky ora è aprirli tutti a luglio. Von der Leyen è rimasta prudente. “Ci auguriamo di poter aprire altri cluster durante l’estate”, ha detto la presidente della Commissione, senza menzionare il numero esatto né una data precisa.
L’Ue continua a sostenere l’Ucraina con il prestito da 90 miliardi di euro e il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Uscito di scena Viktor Orbán, i cui veti hanno tenuto bloccato il processo di adesione dell’Ucraina per un anno e mezzo, Zelensky sperava che la strada dell’allargamento fosse aperta. Prima del G7 di Evian aveva spiegato che l’Ucraina non è un paese candidato come tutti gli altri, perché impegnata in una guerra esistenziale, lanciata dalla Russia per impedirle di diventare europea. Ma le sue speranze – e quelle degli ucraini – rischiano di essere deluse. L’Ungheria di Péter Magyar ha tolto un veto, ma rimane prudente. Gli altri stati membri stanno trovando scuse tecniche per rallentare il processo. “La Rada è stata più riluttante di recente sulle riforme”, dice un funzionario dell’Ue. In realtà l’ostruzionismo ha più a che fare con ragioni elettorali e politiche. “Se si guarda ai sondaggi, non c’è entusiasmo tra i cittadini per l’allargamento”, dice un’altra fonte. Nel 2027 ci saranno elezioni in Francia, Italia, Spagna e Polonia. In ciascuno di questi paesi i populisti antieuropei stanno già usando l’Ucraina e il suo settore agricolo come arma elettorale. “L’Ucraina vuole un allargamento geopolitico, ma non funziona in questo modo. E’ la ragione per cui circolano tutti questi documenti su uno status intermedio”, spiega il diplomatico europeo. La lettera con cui Friedrich Merz ha proposto uno status di “membership associata” probabilmente sarà discussa al vertice di ottobre, quando Costa ha previsto un dibattito tra i leader sull’allargamento. Non c’è fretta.