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il concerto su youtube •
Le canzoni contro il regime di Teheran di Parastoo Ahmadi
La cantante è stata condannata con la sua band a 74 frustate per i suoi testi sulla libertà. Il concerto senza hijab nel caravanserraglio di Qom
23 GIU 26

Dal sangue dei giovani della patria sono sbocciati i tulipani, ha intonato la cantante iraniana Parastoo Ahmadi dopo la morte di Mahsa Amini, reinterpretando il famoso tasnif di Aref Qazvini scritto in memoria dei primi martiri iraniani all’inizio della Rivoluzione costituzionale e diventato uno degli inni del movimento “Donna, Vita, Libertà”. Ahmadi sapeva che le sue canzoni avrebbero scatenato la censura del regime, non si è mai lasciata intimorire, e nel dicembre del 2024 si è esibita con i suoi musicisti, tutti vestiti di nero, lei senza hijab e con le spalle scoperte, nel deserto fuori la città di Qom. Il concerto senza pubblico nel silenzio dello storico caravanserraglio di Deyr-e-gachin è stato trasmesso in diretta YouTube ed è diventato virale in poche settimane per il coraggio della giovane cantante: “Sono Parastoo, una ragazza che vuole cantare per le persone che amo. Questo è un diritto che non potevo ignorare; cantare per la terra che amo con passione”.
“Qui, in questa parte del nostro amato Iran, dove la storia e i nostri miti si intrecciano, ascoltate la mia voce in questo concerto immaginario e immaginate questa splendida patria”, dice prima di iniziare a intonare le sue canzoni su un palco rivestito da un tappeto persiano. Soltanto pochi giorni dopo, Ahmadi e la sua band sono stati arrestati, poi rilasciati dopo l’inizio di un procedimento penale che si è concluso la settimana scorsa con la condanna del tribunale penale della provincia di Qom a Parastoo Ahmadi e otto musicisti e membri della troupe di produzione del concerto a 74 frustate, al divieto di svolgere attività artistiche e di viaggiare per due anni con l’accusa di “oltraggiosa offesa al pudore pubblico”. Per il regime le canzoni della ventinovenne sono “contenuti volgari e immorali”, nel testo dell’atto di accusa la corte sottolinea come la sentenza non si basi soltanto sull’abbigliamento di Parastoo, considerato “osceno” perché “privo dell’hijab conforme alla sharia” e “seminudo”, ma per la sua produzione, le riprese, il montaggio e l’ampia diffusione dell’opera: il video del concerto su YouTube ha raccolto oltre 3 milioni di visualizzazioni, è diventato un simbolo della resistenza del popolo iraniano e ancora oggi continua a essere condiviso e ricevere commenti di solidarietà.
Come tributo alle proteste del popolo iraniano contro il regime, Parastoo Ahmadi ha pubblicato la canzone “Havaye Azadi”, Aria di libertà, scritta da Fatemeh Dogoharani, che dice: “Nell’aria c’è il desiderio di respirare/ E’ l’aria del pioppo della libertà/ Osserva l’immagine di questo desiderio/ Lascia andare la tristezza che ti rimane in gola/ Non temo i suoi inganni né i suoi pugnali/ Non ho paura nemmeno del patibolo, delle catene e della morte/ Il tuo gelido schiaffo al cuore della verità/ Non ha mai placato la febbre di questa convinzione/ E’ il prezzo della libertà da questa schiavitù/ Se il mio sangue viene versato”.
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Nata a Roma, all'università tra le tante lingue e civiltà orientali ho scelto il cinese. Grazie a un progetto di doppio titolo ho studiato un anno a Pechino, rapita dal romanticismo delle poesie Tang. Negli anni ho sviluppato un talento particolare per le passioni più costose, collezionando corsi: fotografia, ceramica, poi giornalismo. Dal 2021 lavoro al Foglio, nella redazione (umana) degli Esteri e in quella virtuale del Foglio AI.
