La riforma delle pensioni in Germania: aumento dell’età di uscita e secondo pilastro

Sul pensionamento la commissione Rentenkommission ha proposto al governo Merz un meccanismo di indicizzazione dei requisiti simile a quello contestato in Italia: per ogni anno di ulteriore aspettativa di vita, l’età pensionistica aumenta di 8 mesi. Ecco come funziona

25 GIU 26
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Foto LaPresse

I tedeschi hanno una marcia in più di Claudio Durigon. Il governo Merz, che ha avuto problemi per tante riforme (come per quella della sanità), ha la possibilità di stabilizzare le pensioni oltre il 2040 senza contrasti. Le novità provengono dalla relazione presentata nei giorni scorsi dalla Rentenkommission, una commissione istituita nel gennaio 2026, composta da 13 membri di cui 5 esperti indicati rispettivamente dai socialdemocratici e dai democristiani, con l’aggiunta di 3 deputati appartenenti a Cdu, Csu e Spd. Questa commissione ha varato una proposta di riforma all’unanimità, consentendo al governo di adottare queste misure in toto senza cambiamenti, come ha richiesto la ministra del Lavoro Baerbel Bas (Spd). In Germania, attualmente, esistono due sistemi: 1) la pensione dei dipendenti di servizio pubblico, ai quali lo stato paga una “Pension” alla fine della carriera direttamente, senza versare contributi durante la carriera lavorativa. Anche in Italia vi era un meccanismo simile prima dei grandi processi di armonizzazione dovuti alle riforme; 2) il sistema pensionistico per la “Rente” per i dipendenti del sistema privato. Quanto ai lavoratori autonomi, in Germania non è prevista una assicurazione obbligatoria.
I contributi pari al 18,6 per cento (in Italia sono il 33 per cento suddiviso tra il 24 per cento del datore e il 9 per cento del lavoratore) sono per metà a carico di ciascuna delle parti. L’ammontare complessivo dei contributi per tutte le voci, inclusa la sanità, arriva al 42 per cento. E’ previsto, in caso di fabbisogno finanziario, un incremento automatico dei contributi che crea problemi sul versante del costo del lavoro. Senza cambiamenti, i contributi per la pensione dovrebbero crescere al 21,1 per cento nel 2040. Agli incrementi delle pensioni legati a quelli dei salari netti è applicato un “fattore di sostenibilità demografica’’ che fa scendere il tasso di sostituzione della Rente: attualmente sta al 48 per cento della retribuzione ma scenderebbe a 46 nel 2040. La Spd aveva chiesto di bloccare il tasso al 48 per cento, ma su questo punto vi fu la protesta dei 12 parlamentari dei giovani della Cdu che minacciarono di mandare in crisi il governo perché la proposta era ritenuta troppo favorevole per le generazioni più anziane. Quanto all’età pensionabile, quella normale è di 67 anni per chi è nato nel 1964, ma è ammessa la possibilità di andare in pensione anticipata, con 45 anni di contributi e partire da 63 anni di età (che diverranno 65 tra due anni). Esiste comunque una penalizzazione del 3,6 per cento per ogni anno di anticipo, mentre vi è un incentivo del 6 per cento per chi ritarda.

Le novità della Rentenkommission

Per il pensionamento viene proposto un meccanismo di indicizzazione dei requisiti simile a quello contestato in Italia: per ogni anno di ulteriore aspettativa di vita, l’età pensionistica aumenta di 8 mesi (due terzi). Perciò, tra 2031 e 2041 l’età di pensione dovrebbe salire fino a 67,5 anni. Viene abolita, anche per esigenze del mercato del lavoro, la possibilità di andare in pensione anticipata con 45 anni di contributi. Si propone, inoltre, di reintrodurre il “fattore demografico” che ridurrebbe al 46 per cento gli aumenti delle pensioni dovuti all’incremento dei salari netti degli attivi. Una serie di misure è rivolta a garantire trattamenti minimi, compensati dalla abolizione delle norme che consentono ora livelli di contribuzione simbolici per il minijob e il part time.
I lavoratori autonomi in futuro saranno obbligati a far parte della pensione pubblica. Quelli che sono già nel precedente regime hanno la possibilità di opting out senza condizioni. Anche i deputati nazionali e regionali devono essere inclusi nel sistema pubblico. Va segnalata, poi, una misura importante che introduce un elemento a capitalizzazione nel sistema pubblico a ripartizione, sul modello della Svezia. Dal 2028 è previsto un aumento dei contributi, inizialmente di 0,5 punti percentuali per arrivare fino a 2 punti, da investire sul mercato finanziario, attraverso un fondo pubblico o fondi con licenza governativa. Questo è un secondo tentativo di introdurre un pilastro attinente al mercato finanziario. Nel 2002 era stata introdotta la “Riester Rente” che consentiva interventi volontari agevolati nei mercati finanziari. Ma essendo richiesta una garanzia del capitale, le rendite erano basse; poi assicurazioni e banche speculavano sui costi. Secondo il cancelliere Merz il nuovo secondo pilastro per potrebbe determinare l’incremento del tasso di sostituzione delle pensioni dal 46 per cento a oltre il 50 per cento dell’ultimo stipendio.