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Editoriali •
Zapatero travolto dai gioielli nascosti e dalle fughe di notizie riservate
Dalla pubblicazione dell’agenda e delle chat dell’ex premier con la sua segretaria emerge un quadro più completo della vita di un politico capace ancora di decidere una conciliazione fra governi e multinazionali. E naturalmente è scattato anche il solito sciacallaggio voyeurista sui dettagli privati
27 GIU 26

Foto Ansa
Anche nella tangentopoli spagnola non mancano le fughe di notizie ad alimentare dibattiti seri e frivoli pettegolezzi. Dopo la pubblicazione delle agendine della faccendiera Leire Díez, ora tocca all’agenda e alle chat dell’ex premier Zapatero con la sua segretaria, Gertrudis Alcázar. Emerge un quadro più completo della vita di un politico ancora assai influente, capace di decidere un contratto o una conciliazione fra governi e multinazionali, dalla Cina alla Bolivia. Naturalmente è scattato anche il solito sciacallaggio voyeurista sui dettagli privati. Il giudice Calama, che conduce l’inchiesta per corruzione traffico d’influenze, ha aperto un’indagine per violazione del segreto d’ufficio, e ha ragione Zapatero a chiedere al giudice di limitare l’indagine “esclusivamente ai fatti concreti”.
Nel frattempo, però, il suo legale vuole sottrarre al vaglio del giudice anche i fatti concreti, presentando un’istanza di nullità per tutte le prove del caso Plus Ultra, il salvataggio finanziario della sconosciuta compagnia aerea che sarebbe servito a riciclare danaro da quel Venezuela che in queste ore scopre di non avere vanghe e guanti per la Protezione civile. Il motivo di tale richiesta è che, avendo il tribunale già avviato un’indagine preliminare “il cui termine massimo per l’istruttoria era scaduto”, la difesa considera un’irregolarità l’apertura successiva di “un fascicolo separato senza riaprire quello principale”. E’ la consueta dissociazione fra chi vorrebbe il processo in piazza e chi non lo vorrebbe nemmeno in tribunale. E invece l’opinione pubblica attende spiegazioni sui gioielli trovati in cassaforte, la cui provenienza resta ignota, e sull’improvviso arricchimento di un ex premier dal profilo mite e austero. L’universo delle sue consulenze sembra costellato di società fantasma che pagavano sia lui che le figlie, mentre dai messaggi con la segretaria si scopre che Zapatero, oltre a non disdegnare i pagamenti in nero, nel 2025 ha presentato una dichiarazione dei redditi che lo colloca nell’1 per cento degli spagnoli più ricchi. E senza dichiarare i gioielli.