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Prada inciampa nel ciondolo odioso che cancella Israele
L'ambasciatore del marchio Saint Levant ha sfoggiato un pendolo con una mappa della Palestina dal fiume al mare. Non è un innocuo omaggio folkloristico, ma la cartina di un irredentismo che rifiuta l’esistenza stessa dello stato ebraico entro qualsiasi confine
30 GIU 26

Foto Getty
Prada pubblicizza i suoi prodotti usando come ambasciatore del marchio Saint Levant (pseudonimo d’arte di Marwan Abdelhamid, un cantante, rapper e paroliere palestinese), che sfoggia un ciondolo con una mappa della Palestina dal fiume al mare. Il ciondolo non è un innocuo omaggio folkloristico, ma la cartina di un irredentismo che rifiuta l’esistenza stessa di Israele entro qualsiasi confine. Un palese richiamo all’obiettivo della distruzione d’Israele, condiviso da Hamas, dal Jihad islamico palestinese, dall’Iran, da Hezbollah e dagli attivisti occidentali.
Il problema non è essere favorevoli alla rappresentazione dei palestinesi, ma Prada che pubblica un video simile ai suoi oltre 33 milioni di follower è un gesto grave. Per una grande azienda simile non è facile camminare nel campo minato delle rivendicazioni politiche. In passato il marchio è stato accusato dai pro Pal perché Prada lavora con l’Oreal che ha fabbriche in Israele. Ma alla faccia di tutte le campagne a favore dell’“inclusione”, con Saint Levant non ha scelto un ambasciatore di pace, ma un attivista dell’oltranzismo palestinese. Non si tratta di neutralità estetica, ma c’è da sperare che non si tratti di una scelta politica precisa, compiuta nella consapevolezza che certi discorsi dell’odio, opportunamente rivestiti di keffiyeh e filtri Instagram, passano per progressismo. Se un israeliano, o qualsiasi ebreo, indossasse un ciondolo che includesse Gaza, l’indignazione sarebbe immediata. Nessun brand della moda userebbe mai un modello con un simile ciondolo. Ma cancellare Israele, “dal fiume al mare”, ottiene una campagna di lusso e diventa feticcio da passerella e statement chic. Se l’occidente alla moda ha smesso di distinguere tra vittima e carnefice, non è che certi brand hanno semplicemente scelto la narrazione più vendibile?