Crypto, golf , profumi. I guadagni miliardari di Trump in 927 pagine

Secondo il documento dell’Ufficio statunitense per l’Etica governativa, il presidente americano ha guadagnato ben 2,2 miliardi di dollari lo scorso anno, in netta crescita rispetto ai 600 milioni dichiarati nel 2024

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Ultimo aggiornamento: 16:14
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Foto Ap, via LaPresse

Secondo un documento di 927 pagine rilasciato martedì dall’Ufficio statunitense per l’Etica Governativa, in ottemperanza a una legge del 1978 che impone al presidente e al vicepresidente di dichiarare entrate e asset, Trump ha guadagnato ben 2,2 miliardi di dollari lo scorso anno, in netta crescita rispetto ai 600 milioni dichiarati nel 2024, beneficiando di un vasto network globale di business e investimenti.
La maggior parte delle sue entrate arriva dal settore delle criptovalute, per un totale di 1,16 miliardi di dollari. Ha ottenuto 526,8 milioni dalla vendita di token di World Liberty Financial, la piattaforma finanziaria fondata dai suoi figli insieme a quelli dell’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, e 635 milioni in royalties legati al memecoin $Trump, commercializzato pochi giorni prima dell’inaugurazione. Quello del presidente per le criptovalute è stato un vero e proprio cambio di rotta. Definite in passato il regno di spacciatori e truffatori, nel 2024, durante la campagna elettorale, Trump ha promesso che avrebbe reso gli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute, facendo marcia indietro sulle regolamentazioni poste dalla presidenza Biden. Una delle prime azioni fatte dopo essere tornato alla Casa Bianca è stata un ordine esecutivo per supportare la “crescita responsabile” di questa industria. Il presidente è sia uno dei più grandi operatori finanziari in crypto sia uno dei suoi regolatori: Richard Painter, responsabile dell’ufficio etico della Casa bianca sotto George W. Bush, lo ha definito apertamente alla Bbc un “conflitto di interessi”.
Non solo criptovalute, però. Trump ha scambiato azioni 21 mila volte con una media di ottanta operazioni per giornata di scambi: tra le sue principali partecipazioni figurano colossi a grande capitalizzazione come Amazon, Meta, Nvidia e Tesla. Il tycoon afferma di non essere coinvolto nel management dei suoi fondi personali e attribuisce la crescita dei suoi asset alle buone performance del mercato azionario. Il Financial Times, però, ha notato come il più grande acquisto di azioni Nvidia sia avvenuto la settimana dopo un annuncio importante del presidente, che aveva dichiarato come il produttore potesse vendere i microchip H20 alla Cina se il 15 per cento dei proventi fosse andato al governo americano.
Inoltre, il presidente ha guadagnato circa 58 milioni da progetti immobiliari con paesi esteri: tra questi, i più importanti prevedono accordi per 11,7 milioni a Dubai, 10 milioni ad Abu Dhabi, 9,2 in Arabia Saudita, 5,25 a Doha, 5 a Bucarest e 5 in Vietnam. C’è stata anche una crescita delle entrate dai suoi golf club negli Stati Uniti e altrove, che hanno aumentato le quote di ingresso e sono diventati un centro nevralgico per i donatori. Mar-a-Lago vale 77 milioni di dollari, rispetto ai 50 dell’anno precedente e il Trump National Doral a Miami 122 milioni. Più di 86 milioni di dollari sono stati ottenuti, invece, dai molto contestati patteggiamenti in sede legale con colossi dell’informazione e social media, tra cui Abc, Cbs, YouTube, Meta e X.
Un’altra fonte di guadagni proviene dagli oggetti brandizzati col nome del presidente, alcuni di questi venduti in campagna elettorale: 4,7 milioni in orologi, 1,9 per il libro celebrativo Save America, 591 mila dollari per il libro fotografico Letters to Trump, 208 mila per la bibbia del cantante Lee Greenwood e 67 mila per scarpe da ginnastica e profumi. Ha poi ricevuto regali per un valore di oltre 300 mila dollari: qui figurano biglietti per vari eventi sportivi, regalati da imprenditori, e anche dieci biglietti per la finale dei mondiali di calcio donati personalmente dal presidente della Fifa Gianni Infantino, per un valore di 15 mila dollari. Tra i regali è citata anche una scultura del valore di 250 mila dollari regalata da Anthony Constantino, imprenditore che ha recentemente vinto la sua elezione primaria a deputato nello stato di New York con l’endorsement dello stesso Trump. All’interno del file erano poi presenti alcune entrate legate alla first lady Melania: 6 milioni per un accordo di licenza per la vendita di Nft e 10,7 milioni come proventi del documentario omonimo prodotto da Amazon. Il mastodontico documento che rivela le entrate e gli asset finanziari di Trump è in netto contrasto con quello del suo vicepresidente, lungo solo 17 pagine, e con quello dei presidenti prima di lui: il documento che copriva l’ultimo anno della presidenza Biden era di undici pagine.