Esteri
editoriali •
L’eredità di Maduro nel terremoto
Per facilitare gli aiuti umanitari in Venezuela va abrogata la legge anti Ong
4 LUG 26

Foto ANSA
Mentre il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela continua a salire – almeno 2.595 morti e oltre 12.400 feriti – la presidente ad interim Delcy Rodríguez assicura di star agendo già a stretto contatto con Stati Uniti, Fmi, Banca Interamericana di Sviluppo e Banca Mondiale per avviare la ricostruzione. Ma intanto le polemiche aumentano: da María Corina Machado che protesta ormai anche contro l’Amministrazione Trump che le impedisce di tornare; al ministro dell’Interno Diosdado Cabello accusato di bloccare l’accesso alle macerie per occultare dosi di cocaina e mazzette di dollari prova del suo coinvolgimento nel narcotraffico; alle denunce di furti commessi da militari ormai rilanciate anche da leader di collettivi chavisti.
Ma il tema più urgente è la richiesta di abrogare quella Legge anti Ong che Nicolás Maduro promulgò nel settembre 2024, due mesi dopo che il Consiglio Elettorale Nazionale lo aveva dichiarato vincitore delle contestate elezioni presidenziali del 28 luglio. Dopo aver represso la protesta contro i brogli con il saldo di 20 morti e 2.000 prigionieri politici, per mettere la briglia alla società civile fu imposto un sistema di controlli, restrizioni e procedure che ha reso a queste organizzazioni praticamente impossibile di operare. Così, ha denunciato Transparencia Venezuela in un rapporto, “diverse Ong hanno chiuso i battenti e altre sono state costrette all’esilio”. Ma dopo il sisma la loro mancanza si sente ora in maniera drammatica. Per questo dalla società civile venezuelana è partita la richiesta di abrogare la legge, al fine di “facilitare non solo gli aiuti umanitari, ma anche la creazione di organizzazioni umanitarie nel paese”. “Le normative vigenti in Venezuela rendono praticamente impossibile la creazione di organizzazioni nel paese, tanto meno se straniere”, denunciano Acceso a la Justicia e Provea. Si chiede inoltre di agevolare l’ingresso di “organizzazioni umanitarie internazionali affinché possano aiutare i più bisognosi dopo la tragedia”.