Nigel Farage ha usato l’arma di distrazione elettorale, si è dimesso da parlamentare perché vittima, dice, di un attacco dell’establishment – il cattivissimo establishment che gli chiede semplicemente perché non ha registrato molti, moltissimi soldi arrivati da imprenditori-sostenitori e che contesta il fatto che si tratti di “regali” a titolo personale – e
si è ricandidato nel suo stesso feudo, Clacton, dove si terranno quindi a breve elezioni suppletive.
Così l’inchiesta parlamentare in corso su Farage è sospesa (ma può riaprirsi se sarà rieletto, e se dovesse dimostrare che i 5 milioni di sterline che ha ricevuto da un miliardario delle criptovalute non sono un regalo personale, dovrà dimettersi di nuovo e ci saranno altre elezioni suppletive)
e il leader nazionalista può urlare il suo vittimismo – l’establishment non mi ferma nelle urne e allora mi ferma in altro modo – contando su una vittoria che è parsa scontata perché nessun partito ha voluto presentare un proprio candidato in questa “fake election” di Clacton. Solo che c’è Count Binface.
La vera identità di Count Binface, il candidato che va in giro travestito da bidone della spazzatura, la conoscono tutti, è un comico e sceneggiatore noto, colto, affilatissimo, che di recente ha avuto una popolarità inattesa perché era sul palco assieme ad Andy Burnham, nella nottata in cui l’ex sindaco di Manchester ha vinto un’elezione suppletiva che lo ha spinto dritto dritto a Downing Street, dove entrerà presumibilmente tra una decina di giorni. Binface concesse qualche intervista quella notte, e da come si esprimeva si capiva che non era esattamente il Gabibbo, ma era pur sempre parte del folklore elettorale britannico che, su quello stesso palco, era rappresentato anche dal candidato-volpe. Solo che ora l’uomo-bidone è l’unico candidato contro Nigel Farage, cioè il candidato anti sistema contro il leader dell’anti sistema, ed è un attimo che tutti si fa il tifo per Binface. Lui si presenta negli studi televisivi con la sua bardatura, detesta che si parli della sua vera identità, dice che non farà il porta-a-porta perché mi vedete?, ho caldo solo a star qui con questo bidone in testa, vi immaginate là fuori con la canicola?, e quando Andrew Marr gli ha ricordato che, se dovesse vincere, non può andare ai Comuni con il viso coperto, le regole non lo permettono, Binface ha risposto serafico: “Be’, le regole dei Comuni sono molto chiare su quello che i parlamentari possono fare con le donazioni, ma mi sembra che sia diventato tutto molto opaco, perché non vediamo come anche questa norma può essere testata?”. Il riferimento ai soldi presi da Farage è chiaro, la campagna elettorale è già iniziata, e così i commentatori inglesi rivendicano la serietà di un candidato come Binface: il candidato-bidone “appartiene a una fiera tradizione britannica – ha scritto Will Dunn su NewStatesman – una tradizione ben più lunga di quella che Farage pretende di rappresentare di candidati che esistono soltanto per permettere agli elettori di esprimere quanto trovano inadeguate le altre opzioni”. Al posto di non andare a votare o di votare qualcuno con il naso tappato, si può dire esplicitamente, con il proprio voto, che l’offerta politica è talmente scarsa che è meglio votare uno con un bidone della spazzatura sulla faccia. E a giudicare dal fatto che Reform Uk ha chiesto ai propri attivisti di non fare campagna alle elezioni di Manchester ma di andare ad aiutare Farage a Clacton – che sarebbe un seggio sicurissimo – sembra che qualche preoccupazione ce l’abbia pure il guerriero anti establishment che, ohibò, finisce per essere, in questa corsa, il rappresentante dell’establishment, e che sa perfettamente quanto gli inglesi si fanno prendere dallo slancio distruttore se ben ispirati: la Brexit ha vinto così. E la faccia di Nigel Farage battuto dall’uomo-spazzatura vale lo spettacolo, vale l’endorsement più disperato della storia, vale un: vota Count Binface.