Esteri
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L'Iran, l'Ucraina e la difesa delle nostre libertà
Se l'evoluzione del preaccordo tra America e Teheran è scoraggiante, segnali positivi arrivano da Kyiv
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Foto Ap, via LaPresse
Il bicchiere mezzo vuoto è l’Iran, il bicchiere mezzo pieno è l’Ucraina. La settimana che si chiude ci consegna due storie uguali e contrarie, che hanno a che fare entrambe con un tema cruciale: la difesa delle nostre libertà. La prima storia, bicchiere mezzo vuoto, è scoraggiante e riguarda l’evoluzione dell’accordo, o meglio del preaccordo, sull’Iran. Non sappiamo ancora quando il preaccordo porterà a un accordo più strutturato, ma sappiamo che l’Iran si percepisce così forte di fronte agli Stati Uniti da sentirsi libero di colpire tre navi commerciali nello stretto di Hormuz con il preaccordo in vigore. Difficile capire in che modo l’America potrà salvare la faccia in Iran e come l’occidente libero potrà evitare che il regime degli ayatollah sia più forte dopo il disastro americano. Meno difficile, bicchiere mezzo pieno, è ragionare su uno scenario diverso, quello che riguarda l’Ucraina, dove l’occidente invece, da tempo, è riuscito a trasformare anche le difficoltà in opportunità. Il vertice della Nato che si è svolto ad Ankara, in questo senso, ha rimesso al centro della scena la difesa di Kyiv con due passaggi fondamentali: l’autorizzazione degli Stati Uniti a utilizzare i Patriot per difendersi dai missili russi e l’assenza di veti da parte della Nato sull’utilizzo da parte di Kyiv delle armi fuori dai confini dell’Ucraina, in territorio russo. Sull’Iran, l’occidente ha perso la faccia. Sull’Ucraina, l’occidente la sta ritrovando. Chissà che non lo capisca prima o poi anche Trump e che non decida all’improvviso di puntare lì le sue carte, per provare a far dimenticare i disastri compiuti nel mondo.
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Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter.
E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.
