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Editoriali

Ubi Banca, un altro brutto flop dei pm

Redazione

Tutti assolti (Bazoli e altri 30) in un processo assurdo. Le motivazioni 

Banca d’Italia e Consob non furono ostacolate nelle loro funzioni di vigilanza durante l’iter di fusione tra Bpu Banca e Banca Lombarda e Piemontese che, nel 2007, diede vita a Ubi Banca. Anzi, le due autorità di controllo sapevano tutto e non ebbero nulla da eccepire, né all’atto di fondazione, né nelle fasi successive. Ad affermarlo sono i giudici del tribunale di Bergamo che lo scorso ottobre, a sette anni e mezzo dall’avvio dell’inchiesta, hanno assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, i protagonisti della vicenda giudiziaria relativa alla nascita e alla gestione di Ubi: trenta imputati su trentuno, fra cui il banchiere Giovanni Bazoli (presidente emerito di Intesa ed ex membro del Consiglio di sorveglianza di Ubi) e Victor Massiah (ex amministratore delegato di Ubi). Nelle 268 pagine di motivazioni della sentenza, come riportato dal Giornale di Brescia, i giudici hanno demolito il teorema accusatorio sostenuto dalla procura di Bergamo.

 

Dagli atti, evidenziano i giudici, emergono le prove di un “costante rapporto dialettico” tra Banca d’Italia e gli azionisti nelle fasi decisive della fondazione di Ubi. Il collegio giudicante, inoltre, sottolinea più volte come “nessun patto fu tenuto all’oscuro degli organismi di vigilanza del sistema bancario e di quello di Borsa”, anche con riferimento al ruolo svolto dall’Associazione Banca Lombarda e Piemontese. In altre parole, secondo il tribunale, Ubi non venne alla luce e tanto meno divenne grande in virtù di manovre e accordi occulti: “L’ipotesi accusatoria – scrivono i tre membri del collegio giudicante – è destituita di fondamento, senza necessità di approfondire i ruoli soggettivi rivestiti dagli imputati nel corso dei processi dialettici tra la Banca e le autorità di vigilanza”. Per Bazoli, 89 anni, tra i banchieri più influenti della recente storia italiana, i pm avevano chiesto una condanna a sei anni e due mesi di reclusione, mentre per l’ex numero uno di Ubi, Massiah, erano stati chiesti quattro anni e sei mesi. Tutti assolti.

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