Valgono un punto di pil all’anno i ritardi della giustizia civile. E’ ora di una rivoluzioneE’ il momento di credere più seriamente nei sistemi di risoluzione delle controversie alternativi alla giurisdizionediCarmelo Barbieri14 MAG 20
Quello che Gratteri non dice quando descrive le carceri come hotel a 5 stellePer il magistrato il basso numero di detenuti contagiati è la conferma che, come lui aveva detto, stare in carcere è meno pericoloso di andare a fare la spesa. Ma la sua versione dei fatti è molto parzialediErmes Antonucci14 MAG 20
Il boss Sacco torna in carcere. Un'altra figuraccia per i teorici della trattativaAveva ottenuto il differimento della pena e, subito, c'era chi aveva parlato di stato piegato alle pressioni della mafia. In realtà i magistrati hanno solo applicato la legge. Che esisteva già, prima dell'inutile decreto BonafedediRiccardo Lo Verso13 MAG 20
editorialiI dilettanti dell’antimafiaLa gogna in Parlamento di Bonafede, vittima del suo stesso giustizialismodiRedazione12 MAG 20
I danni alle istituzioni generati dal metodo Di MatteoQuanti cittadini in questi giorni si sono chiesti se il nostro è uno stato di diritto solido, in grado di tutelare la sua collettività, o se invece le organizzazioni criminali ancora riescono ad avere la forza di “ricattarci”?diMariarosaria Guglielmi*12 MAG 20
No, il decreto Bonafede non riporterà i mafiosi in carcereIl presidente emerito della Corte costituzionale, Giovanni Maria Flick, svela il bluff del governo: “Il testo non serve. Stimola solo i magistrati a fare delle verifiche che già erano tenuti a svolgere. È un modo per cercare di salvare la faccia”diErmes Antonucci11 MAG 20
Lo scontro Di Matteo-Bonafede manda in crisi esistenziale i manettariDa Travaglio all'Anm, passando per Caselli e i membri laici del Csm eletti in quota M5s. Piccolo bestiario delle loro dichiarazioni tragicomichediErmes Antonucci11 MAG 20
Perché Repubblica sceglie l’antimafia originaleBonafede scaricato in nome dell’ideologia mediatico-giudiziaria sul 41 bisdiRedazione8 MAG 20
Togliere la coca dall’informazione italianaLe balle sui “boss” scarcerati e le idiozie sulle remissioni in libertà. Il procurato allarme è uno spettacolo disgustoso in cui verità e informazione arrancano dietro ideologia, bassa politica, carrierismi. Meglio tornare a parlare di epidemiologiadiGiuliano Ferrara8 MAG 20
No, il carcere non è un talk showLa polemica sul diritto alla salute dei detenuti e la gestione del sistema penitenziario costretta a inseguire umori e dibattiti televisividiSofia Ciuffoletti*8 MAG 20