dopo Mar-a-LagoEppure c'è fiducia. Le reazioni all'incontro tra Trump e ZelenskyNessun accordo dall’incontro di Mar-a-Lago, ma Washington parla di passi avanti. L’Europa appoggia il tentativo americano e prepara il confronto sulle garanzie di sicurezzadiRedazione29 DIC 25
i negoziatiNulla di fatto a Mar-a-LagoZelensky dimostra a Trump che gli ucraini fanno sul serio sui negoziati e non sono l'ostacolo all'accordo, ma non riesce a convincerlo che serve pressione su Putin per far finire la guerra. Il Cremlino ottiene tempo, dei gruppi di lavoro che prolungano le trattative mentre il conflitto continua. Le telefonate e i prossimi appuntamenti con gli europeidiMicol Flammini28 DIC 25
Le prove di WashingtonEx funzionari della sicurezza ci spiegano perché il muro negoziale di Putin non è cambiato dal 2022L'invasione russa dell'Ucraina non ha mai riguardato la Nato perché Kyiv non era su nessun progetto di adesione all'Alleanza Atlantica quando i carri armati dello zar entrarono nel suo territorio. La guerra riguardava un'altra cosa: se all’Ucraina sarebbe stato permesso di esistere come stato indipendentediAni Chkhikvadze24 DIC 25
EditorialiC’è una sola certezza dopo gli incontri sull’Ucraina: Witkoff fa affariDmitriev ha lasciato Miami. Il capo del Fondo russo però non era nella capitale della diplomazia trumpiana per parlare del piano di pace dell'Ucraina, ma per fare agli Stati Uniti grandi offerte di affari nell’Artico. Così Mosca prende tempodiRedazione23 DIC 25
Il verticeIl governo sceglie la "tregua di Natale": il decreto per le armi a Kyiv slitta al 29 dicembreRimangono solo due date utili per prorogare l'autorizzazione sulle armi e sui rifornimenti a Kyiv che dovrà essere operativa a partire dal primo gennaio. Ma il Carroccio vuole a tutti i costi che gli aiuti siano di carattere "civile e umanitario" e le armi "difensive". E così al Consiglio dei ministri di oggi il decreto non ci sarà, resta l'ultima riunione prima del 2026, il 29 dicembrediRedazione22 DIC 25
il girotondoDopo il Consiglio europeo, difendere Kyiv è ancora più necessario. Voci dal Pd"Il debito comune europeo per l'Ucraina? Un bicchiere mezzo pieno". Ma sarebbe servito più coraggio. Colloquio con Antonio Misiani, Giorgio Gori, Pina Picierno, Simona Malpezzi e Filippo SensidiRiccardo Carlino20 DIC 25
EditorialiLa pace in Ucraina è “imminente” da un meseSe il capo del Fondo sovrano Dmitriev va da solo a Miami ancora una volta c’è poco di serio da discuterediRedazione20 DIC 25
dopo il consiglioTre punti per KyivI fondi europei, i vincoli del budget della difesa approvato dal Congresso americano, le sanzioni “che funzionano”diPaola Peduzzi20 DIC 25
L'editoriale del direttoreBicchiere europeo? Ancora mezzo pienoLa scelta sugli asset russi è al ribasso e l’Europa è più divisa. Ma la direzione continua a essere giusta, l’Ue a due velocità è necessaria e il debito comune è una svolta vera. Alzare l’asticella sì, anche sull’Italia, il piagnisteo no, graziediClaudio Cerasa20 DIC 25
Il colloquioI 90 miliardi all’Ucraina e il tabù degli eurobond. Parla CodognoLa decisione di finanziare Kyiv con debito comune potrebbe far nascere qualche timore nei cittadini. “La preoccupazione per il crescente debito pubblico è condivisibile. Ma gli eurobond non sono il problema, ma parte della soluzione", dice l'economista della London School of EconomicsdiMariarosaria Marchesano20 DIC 25