Come si vota e come funziona la legge elettorale
Domenica 4 marzo dalle ore 7 alle ore 23 i seggi saranno aperti per l’elezione dei 630 deputati della Camera e dei 315 senatori del Senato

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Domenica 4 marzo dalle ore 7 alle ore 23 i seggi saranno aperti per l’elezione dei 630 deputati della Camera e dei 315 senatori del Senato (nel Lazio e in Lombardia si voterà anche per le elezioni regionali). Gli elettori dovranno recarsi ai seggi muniti di un documento di identità valido e della scheda elettorale. Rispetto alle elezioni del 2013 non si voterà lunedì.
Come si vota: la scheda elettorale
Agli elettori saranno consegnate due schede, una per la Camera (rosa) e una per il Senato (gialla). Per il Senato potranno votare solo i cittadini che hanno più di 25 anni. Sulla scheda saranno indicati il nome del candidato nel collegio uninominale (232 collegi per la Camera e 116 per il Senato) sotto il quale saranno presenti i simboli dei partiti che compongono le coalizioni, o i singoli partiti, che lo sostengono con, a fianco, i nomi dei candidati al plurinominale.
Come esprimere correttamente il voto:
Attenzione al tagliando antifrode
Le nuove schede elettorali sono dotate di un “tagliando antifrode” con un codice. Dopo che ha votato l'elettore deve restituire la scheda al presidente del seggio debitamente piegata. Il tagliando viene staccato dalla scheda e conservato dai componenti del seggio che controllano se il numero del tagliando sia lo stesso di quello annotato prima della consegna della scheda all'elettore. Solo dopo tale controllo il presidente del seggio inserisce la scheda stessa nell'urna.
Come funziona la legge elettorale
Domenica si voterà per la prima volta con il cosiddetto Rosatellum, un sistema misto, proporzionale e maggioritario: circa un terzo dei seggi tra Camera e Senato sarà eletto tramite collegi uninominali, mentre i restanti due terzi saranno eletti con sistema proporzionale.
Nei collegi uninominali il seggio sarà assegnato al candidato che in un collegio elettorale ha preso più voti. Saranno 232 per la Camera e 116 al Senato.
I seggi restanti saranno invece assegnati con metodo proporzionale. La ripartizione dei seggi è effettuata a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato (sono 20 le circoscrizioni, mentre sono 28 per la Camera) in base ai voti presi da ogni singolo partito o coalizione.
Un partito, per entrare in Parlamento, dovrà superare la soglia di sbarramento: è del 3 per cento su base nazionale (sia alla Camera sia al Senato), mentre per le coalizioni la soglia è del 10 per cento su base nazionale. I voti dei partiti che partecipano a una coalizione e superano l’1 per cento, andranno alla coalizione, se l'1 per cento non sarà superato quei voti andranno invece persi.