Il prossimo ballottaggio di Zingaretti

Dopo i successi nei comuni, il Pd ha il dovere di prendere il governo per mano
6 OTT 20
Ultimo aggiornamento: 04:00
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I risultati dei ballottaggi indicano, da Bolzano a Reggio Calabriae, forse in modo ancora più significativo, da Lecco a Matera, un’affermazione netta del centrosinistra, anche quando come a Matera è rappresentato da un candidato a 5 stelle. Per fare un esame approfondito bisogna considerare anche i comuni in cui si è deciso già al primo turno, ma comunque il segnale di ripresa della maggioranza trova una sostanziale conferma (nel momento in cui questo giornale va in stampa, sui 106 comuni più popolosi in cui si è andato a votare il centrosinistra si è affermato in 45 casi, il centrodestra in 12 casi; nei comuni capoluogo, il centrosinistra ha vinto in sei casi, il M5s in uno, il centrodestra in uno).
Quello che si può dedurre è che le alleanze le fanno gli elettori, anche se non si può trascurare il calo della partecipazione che come sempre si è verificato al secondo turno e anche se non si possono trascurare casi come quello di Bolzano (dove gli elettori della Svp hanno votato in maggioranza per il candidato del Pd) e casi come quello di Matera (dove il candidato del M5s è stato votato al ballottaggio dagli elettori del Pd). Nelle elezioni locali conta moltissimo la personalità dei candidati, ma si può dire comunque che l’elettorato ha espresso un senso di solidarietà più vivo di quello che anima gli stati maggiori dei partiti della coalizione di governo.
Chi ha più beneficiato di questa circostanza è il Pd, che aveva piazzato la maggior parte dei candidati al ballottaggio e che dovrebbe sentirsi incoraggiato a combattere le prossime battaglie con uno spirito più ottimista e una visione maggioritaria più inclusiva. I 5 stelle, per parte loro, dovrebbero considerare che al di là delle spinte identitarie gestite in modo piuttosto esclusivo da una parte del gruppo dirigente, il loro elettorato non sente l’alleanza di centrosinistra come un giogo insopportabile. Si tratterà di trovare l’equilibrio necessario per dare a questo messaggio una risposta convinta e convincente, ma le condizioni per farlo oggi sono più favorevoli di quanto lo fossero ieri. Il mandato ad andare avanti nell’azione di governo trovando soluzioni condivise (non solo nella maggioranza se possibile) ai problemi acuti del paese è stato confermato, ora si tratta di dargli corpo con scelte concrete e razionali non condizionate dalle bandierine identitarie che ciascuno tende a sventolare in una fase di difficoltà, almeno in parte dissipata dal pronunciamento unitario dell’elettorato.