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Conte studia lockdown più duri, il Pd ha due richieste per il premier
Via libera alla legge elettorale e riforme costituzionali: è la linea di Zingaretti, unico leader della coalizione di governo a non temere le elezioni

Photo Cecilia Fabiano/LaPresse
Giuseppe Conte ringrazia Angela Merkel. La stretta della Cancelliera in Germania porterà a un lockdown simile in Italia. Il tema della pandemia, quindi, tornerà centrale e il premier, che non a caso si è nuovamente reinventato rigorista, potrà sottrarre il tema della verifica dai riflettori della comunicazione. Ma a proposito di verifica, come finirà quella che Giuseppe Conte ha avviato giusto ieri? Forse solo con una nuova formulazione della cabina di regia del Recovery fund. Questo almeno è il preciso intento del presidente del Consiglio.
Al Pd invece questo non basta: al Nazareno vogliono che Conte scenda in campo per assicurare la rapida approvazione della legge elettorale e delle riforme costituzionali. E’ da questo che i vertici del Partito democratico valuteranno la buona riuscita o meno della verifica. Nel Transatlantico di Montecitorio si racconta che diversi parlamentari di Italia viva si siano fatti sotto con il Partito democratico per rientrare a casa.
La paura che si arrivi a una crisi di governo e di conseguenza ad elezioni anticipate ha messo in allarme molti dentro Iv, anche parlamentari molto legati all’ex premier. E la maggior parte di loro non vuole correre il rischio di perdere il seggio anzitempo. Anche perché dal Pd fanno sapere che il voto è l’unico scenario possibile per il dopo Conte. E girano già dei sondaggi che danno il Pd al 25 per cento, quasi a dimostrare che solo Nicola Zingaretti, tra tutti i leader della coalizione giallorossa, non ha problemi ad andare alle elezioni. Anzi. Le malelingue spiegano anche con questo atteggiamento dei gruppi parlamentari di Italia viva lo stop a una crisi di governo dato l’altro ieri dalla capogruppo di Italia viva alla Camera Maria Elena Boschi alla trasmissione di Lucia Annunziata.
Dal Nazareno ci tengono a far sapere che Matteo Renzi non ha mai parlato con Zingaretti di un eventuale governo Di Maio, dopo Conte. “E’ una fake news, non ci interessa se la metta in giro Renzi o Rocco Casalino, perché comunque non è vera”, continua a ripetere il tam tam del Pd. Nella commissione Bilancio di Montecitorio la nuova finanziaria è ferma a causa del blocco creato dai 5 stelle. Ormai nei grillini è guerra tra bande senza esclusione di colpi. Il Pd è preoccupato e per questo ieri ha chiesto al premier di farsi parte attiva della vita modifica in questo frangente, e, quindi di sbloccare le liti intestine al partito di Grillo.