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Roma e il ritorno di Marino, il vendicatore: "Primarie non chiare, ricontare le schede"
L'ex sindaco con Caudo: "C'è chi parla di 30mila votanti e chi di 48mila. Ma il voto on line lo dà testa a testa con Gualtieri: serve trasparenza"
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21 JUN 21
Ultimo aggiornamento: 12:45 PM

Ignazio Marino (Foto LaPresse)
È l'Angelo vendicatore della sinistra romana. Ma forse italiana. Il giustiziere a stelle strisce, il paladino dei beffati. Solo che al posto della spada, come vuole la Bibbia, armeggia un bisturi appuntito. Inzuppato nel veleno. È Ignazio Marino, il chirurgo dem, il sindaco di Roma "accoltellato dal Pd su mandato di Renzi", così spiegò la sua caduta davanti al notaio per mano della maggioranza che lo sosteneva. Era il 2015. Ma quella ferita non si è ancora emarginata.
Marino è tornato a Roma e sta facendo abbastanza rumore: interviste, post sui social network, incontri pubblici.
Si è preso una pausa dall'America per assistere in prima persona a queste primarie del centrosinistra romano. Sicché non fa che attaccare quello che una volta era il suo quartiere generale: il Pd, partito che gli voltò le spalle, partito che, a suo dire, spalancò la porta al successo dei grillini nel 2016. Partito, sostiene Marino, lontano dalla sinistra e dalla città.
All'Espresso ha detto, per esempio, che al ballottaggio andranno la destra (Enrico Michetti) e il M5s (Virginia Raggi). Si tratta dell'ultima profezia dell'Angelo vendicatore.
E proprio alla luce dei controversi dati sull'affluenza Marino spara: "I risultati online danno Gualtieri e Caudo testa a testa; quelli cartacei danno risultati diversi. Per le schede chi parla di 30.000 e chi di 48.000 votanti. Perché non rifare lo spoglio con i candidati presenti così si potrà confermare trasparenza del voto?".
Il timore (o la convinzione) di tutti però è anche un altro: che passata questa tornata elettorale Marino sparirà, per rifare capolino alle prossime elezioni comunali.