Paesaggio Greco con rovine

(foto Ansa)
Giunto a Milano come pm nel 1979 (primo arresto eccellente nel 1985, recita Wikipedia: il segretario del Psdi Pietro Longo – quando si dice il destino), nominato capo della procura nel 2016 dopo la consueta guerra di veleni per la successione – cui non si sottrasse, seppur coi suoi modi cautelosi – Francesco Greco compie 70 anni e da sabato sarà formalmente in pensione. “Cinque anni fa, la sua nomina a capo della procura di Milano era apparsa come il normale compimento del percorso del più giovane pm del pool di Mani pulite, che da quella straordinaria stagione di lotta alla corruzione all’inizio degli anni 90, arrivò a succedere a Edmondo Bruti Liberati”, hanno scritto di lui Sandro De Riccardis e Luca De Vito su Repubblica, e il loro tono accorato, da marcia funebre, basterebbe da solo a riassumere l’intera storia: “Nessuno allora avrebbe immaginato che Francesco Greco avrebbe lasciato un ufficio spaccato, con due aggiunti e diversi pm indagati, rimasti impelagati in accuse reciproche sulla gestione di quelle indagini su cui lui stesso aveva investito di più”. Per non parlare della guerra delle comari, avrebbe detto Formica, ma all’ultimo sangue, con l’ex gemello del pool “Pieranguillo” (copyright Alfredo Robledo) Davigo. Greco se ne va e si lascia alle spalle un paesaggio di rovine e la fine di un’epoca – o di un mito – quella del “rito ambrosiano” e della procura degli Incorruttibili.
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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"