Camera e Senato eleggono i nuovi presidenti. Come funziona e cosa succede da giovedì

Una spiegazione delle procedure di elezione della seconda e della terza carica dello stato nei giorni che precedono l'insiediamento del governo della XIX legislatura
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11 OCT 22
Ultimo aggiornamento: 09:51 AM
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Foto di Valerio Portelli, via Ansa&nbsp;<br />

Tra due giorni, giovedì 13 ottobre, inizierà la diciannovesima legislatura della Repubblica. Nel nostro ordinamento, uno dei primi passi è l'elezione dei presidenti di Camera e Senato. Le due figure nella storia si sono sempre distinte per stabilità e autorevolezza. I presidenti - in attesa dei nuovi eletti, nella prima seduta saranno Ettore Rosato a Montecitorio e Liliana Segre a Palazzo Madama - svolgono una funzione di garanzia che necessita, per questo, del più ampio appoggio possibile tra le forze in Parlamento.
I due iter di elezione però si distinguono per diversi fattori.

La Camera dei deputati

Il presidente della Camera è eletto dall'Assemblea nella prima riunione della nuova legislatura. Per eleggerlo è necessaria la maggioranza rafforzata - almeno nelle prime tre votazioni. Il voto è segreto e funziona in questo modo:

Il Senato

Il presidente del Senato è la seconda carica dello stato e svolge le funzioni del presidente della Repubblica in caso di suo impedimento o morte. Può essere eletto solo un senatore in carica e il voto è segreto. L'iter per l'elezione non può andare oltre la quarta votazione e si svolge così: