Così il progetto dei 5stelle sulla giustizia avanza inesorabile

Rino Formica vede nei progetti di riforma pensionistica di Luigi Di Maio un aspetto fondamentale della trama
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Ultimo aggiornamento: 20:10
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Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (foto LaPresse)

La sua naturale esuberanza, diciamo così, ha spinto il ministro Salvini a farsi ritrarre mentre sguazzava nella piscina di una villa sequestrata a un boss. Gesto simbolico legato a un antico modello di comunicazione acquatica. Non sarà stata la nuotata del presidente Mao nel grande fiume giallo e nemmeno quella di Beppe Grillo nello stretto di Messina, ma è servita al ministro, oltre che a rinfrescarsi, per comunicare che ritiene la mafia una merda. Anche in questo caso lo slogan non è originale. Lo usava Totò Cuffaro quando era governatore. La villa peraltro era stata sequestrata al boss da un precedente governo. Anche il ministro della Giustizia Bonafede, meno esuberante fisicamente, è molto attivo e sui suoi annunci pure ci sarebbe da ridire. Ma non è questo il punto, anzi, sostiene Rino Formica, rischia di distrarre dal vero problema. “Due delicatissimi apparati di stato, la giustizia e la sicurezza, ognuno in mano a un solo partito”. A via Arenula il progetto a 5stelle avanza inesorabile, come notava anche in un lungo articolo su Repubblica Liana Milella. “Arriveranno a condizionare anche il Quirinale, piazzando uno dei loro alla vicepresidenza del CSM e i leghisti lasceranno fare, paghi del Viminale” incalza Formica che vede nei progetti di riforma pensionistica di Di Maio un aspetto fondamentale della trama. “Quando si parla di pensioni sopra i 4 o i 5 mila euro si pensa a quelle dei magistrati e degli alti burocrati di stato. Le minacce di tagli spingono ai pre-pensionamenti. I vuoti creati saranno riempiti da persone di fiducia. Una cosa simile fece Andreotti nel 1972” conclude l’ex ministro socialista che contro le trame andreottiane seppe combattere.