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Le armi all'Ucraina diventano un caso nel vertice del centrodestra
Una nota diffusa dalla Lega al termine dell'incontro tra i leader di maggioranza ribadiva l'appoggio a Kyiv specificando la contrarietà "a ogni ipotesi di interventi militari fuori dai confini ucraini". Poi la rettifica di Palazzo Chigi: "Condivisione della posizione del governo italiano relativamente alla guerra in Ucraina"
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30 AUG 24
Ultimo aggiornamento: 02:18 PM

Foto Ansa
Vertice di maggioranza, poi Consiglio dei ministri. Infine invio della consueta nota congiunta per ribadire la compattezza dei tre partiti di centrodestra. Ma c'è un errore: per sbaglio la Lega invia una prima versione che verrà poi rettificata. Il passaggio eliminato è quello sulla strategia difensiva dell'Ucraina: tra i partiti della maggioranza, si legge, c'è "condivisione sulla crisi in Medio Oriente e sulla guerra in Ucraina, con appoggio a Kiev ma contrari a ogni ipotesi di interventi militari fuori dai confini ucraini". Un tema delicato, di cui si è discusso ieri a Bruxelles nel corso dell'incontro tra i ministri degli Esteri a cui ha partecipato Antonio Tajani.
Poco dopo arriva la versione di Palazzo Chigi, che non entra nel dettaglio degli interventi militari in territorio russo e taglia corto sintetizzando così: "Condivisione sulla crisi in Medio Oriente e sulla posizione del governo italiano relativamente alla guerra in Ucraina".
Dal Carroccio spiegano di aver diffuso "per la fretta una versione del comunicato che poi è stata modificata. Non era una modifica di contenuto". "Non c'è nessun tipo di scontro", precisano dall'ufficio stampa del partito di Matteo Salvini, perché "per la maggioranza e il governo rilevano le dichiarazioni rese ieri dal ministro degli Esteri Antonio Tajani", secondo cui "l'uso delle armi italiane può avvenire solo all'interno dell'Ucraina".