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Quanto serve alla sinistra una Silvia Salis
Il percorso della sindaca di Genova sarebbe assai arduo. Tuttavia l’attenzione che ha suscitato è una strada che merita di essere percorsa. Per la sinistra modello Conte-Schlein avere un'alternativa è di importanza strategica
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11 APR 26

ANSA/MATTEO CORNER
Nell’anno conclusivo della legislatura è naturale che si sviluppi la discussione sulle alleanze e sulle candidature su cui puntare per competere con successo alle elezioni. Il problema è particolarmente sentito a sinistra, dove la gestione spesso faziosa e in generale poco convincente della segretaria del Pd rende tutt’altro che automatica la sua candidatura a guidare il cosiddetto “campo largo”. I sintomi di questa difficoltà sono molti e non riguardano soltanto l’area riformista. Anche i maggiorenti della maggioranza del Pd sembrano molto interessati a una combinazione che veda la presidenza del Consiglio affidata a Giuseppe Conte in cambio della candidatura di un esponente “storico” del Pd alla successione di Sergio Mattarella quando scadrà il suo secondo mandato al Quirinale. Ovviamente ha ragione chi sostiene che queste speculazioni, oltre che premature, sono basate sulla previsione di una compattezza parlamentare del campo largo contraddetta dalle precedenti esperienze. Tuttavia è significativo che, per ragioni diverse, sia nella minoranza sia nella maggioranza del Pd, ci sia un lavorio che finisce con l’escludere la prospettiva di un eventuale governo presieduto da Elly Schlein.
Tutto questo, oltre a sondaggi sulla popolarità che comunque vanno presi con le pinze, è testimonianza del fatto che l’attuale segretaria ha costruito sì le condizioni per una coalizione larga ma non ancora le condizioni politiche per guidarla. Per il Pd, peraltro, sarebbe altrettanto se non più dannosa un’affermazione del leader dei Cinque stelle, che renderebbe plastica la condizione di subalternità dei democratici nonostante il loro primato elettorale nell’ambito del centrosinistra. Sono queste premesse che fanno osservare con soddisfazione l’emergere di candidature alternative sia a Schlein sia a Conte, come quella, di cui si comincia a parlare con una certa insistenza, della prima cittadina di Genova, Silvia Salis. Interrogata da Bloomberg che le chiede se si sente pronta al grande salto verso Palazzo Chigi, l’interessata risponde cautamente: “E’ chiaro che non posso sfuggire a questa attenzione nazionale, non posso eludere le domande. E’ una cosa interessante, mi lusinga”. Naturalmente il percorso di Salis sarebbe assai arduo ed è difficile immaginare che vi siano esponenti del Pd pronti a supportare una candidatura alternativa a quella della segretaria. Tuttavia l’attenzione che ha suscitato l’ipotesi Salis è una strada che merita di essere percorsa, sempre che la sindaca di Genova non pensi davvero che la sua candidatura eventuale possa avvenire per chiamata diretta. Il Pd ha maledettamente bisogno di un’alternativa credibile a Conte e a Schlein e Salis, o un’altra personalità che incarni questa alternativa, avrebbe sicuramente la possibilità di trovare uno spazio. Contro questa ipotesi saranno messe in campo tutte le manovre burocratiche e regolamentari possibili, ma questa sarebbe la dimostrazione che gli attuali leader non hanno consapevolezza della necessità di una svolta davvero democratica e partecipata nella loro area. Più competizione uguale più innovazione. Il campo largo ne ha maledettamente bisogno.