Togliatti, Bella Ciao e l'inno di Mameli. La caciara della Camera sul 25 aprile

In occasione della ricorrenza dell Liberazione dal nazifascismo, i parlamentari dell'opposizione hanno intonato il canto più celebre della Resistenza, a cui hanno risposto quelli della maggioranza, Lega esclusa, cantando l'inno nazionale. Gli interventi di Rotondi (FdI), che cita Togliatti, e Ricciardi (M5s), che paragona partigiani e pro Pal

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24 APR 26
Ultimo aggiornamento: 11:31 AM

L’aula di Montecitorio durante il voto di fiducia sul decreto Sicurezza alla Camera, Roma, 22 aprile 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Oggi alla Camera dei deputati è stato approvato il dl Sicurezza. Prima del voto, però, i parlamentari dell'opposizione hanno ricordato la Liberazione, che si festeggia domani, sabato 25 aprile, cantando Bella ciao. E la polemica è subito partita. Per primo sono intervenuti i deputati Ricciardi (M5s) e Braga (Pd), a cui è seguito l'intervento di Gianfranco Rotondi, di FdI, che ha ricordato il nonno antifascista, che anche cantava il canto più celebre della Resistenza ma, come ha sostenuto il deputato meloniano, "per unire, non per dividere". Poco prima infatti, il pentastellato Ricciardi aveva paragonato i ragazzi delle piazze pro Pal ai partigiani, con chiaro intento polemico nei confronti della maggioranza.
Rotondi ha poi celebrato Togliatti, che assieme a De Gasperi dopo la fine della guerra decisero di concedere l'amnistia a chi aveva ricoperto ruoli di potere durante il regime fascista. "Se al posto loro ci fossero stati i taglia orecchie della sinistra di oggi, non avremmo avuto 80 anni di pace e serenità sociale", ha attaccato il deputato meloniano, che ha anche ricordato il discorso di Silvio Berlusconi a Onna, nel 2009, citandolo come momento fondativo del centrodestra di oggi, che si riconosce nell'antifascismo.
Dopo l'intervento di Rotondi i parlamentari di FdI, in risposta a Bella ciao, hanno intonato l'inno di Mameli. La Lega di Matteo Salvini però non si è unita al canto e i suoi parlamentari sono rimasti seduti.  
(Video di Nicolò Zambelli)