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Mattarella celebra il 165° anniversario dell’Esercito Italiano: “Strumento d'indipendenza per la Repubblica”
Il presidente ha richiamato il ruolo delle Forze Armate nella costruzione della sicurezza europea, in un contesto segnato dall’indebolimento del diritto internazionale e dall’emergere di nuove sfide tecnologiche, a partire dall’impiego dell’intelligenza artificiale nei sistemi d’arma
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4 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 11:37 AM

Il presidente Sergio Mattarella al Quirinale con il capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Carmine Masiello (foto Ansa)
Difesa, sicurezza europea, e valori costituzionali. Nel messaggio per il 165° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il ruolo delle Forze Armate in un contesto di conflitti in aumento, ribadendo la centralità del diritto internazionale rispetto alla logica della forza. “Le Forze Armate italiane, in questo momento travagliato, costituiscono un tassello importante nello sviluppo di un adeguato strumento difensivo europeo, contribuendo a far prevalere le ragioni del diritto internazionale e del rispetto delle istituzioni multilaterali sulla pretesa della forza”, ha affermato nel messaggio indirizzato al capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello.
In uno scenario globale sempre più teso, Mattarella ha sottolineato come “il grave inasprimento e l’allargamento dei conflitti in atto vedono confermare all’Esercito Italiano un ruolo primario nella salvaguardia dell’indipendenza del Paese e dei valori della pace e della stabilità”. Il discorso ha richiamato anche il valore simbolico degli ottant’anni dalla nascita della Repubblica. “Rivolgo a tutti i militari dell’Esercito l’apprezzamento delle istituzioni per la costante e preziosa opera svolta al servizio della Repubblica Italiana, che raggiunge in questa epoca gli ottanta anni dalla solenne decisione referendaria”, ha proseguito il presidente.
Nel suo intervento, il capo dello stato ha reso omaggio ai decorati al valor militare presenti. “Le vostre storie di valore sono di esempio per le donne e gli uomini dell’Esercito e per tutti i cittadini”, ha osservato, richiamando le radici storiche della Forza Armata, “strumento determinante per la costruzione di una comune identità e per il conseguimento dell’unità nazionale fin dalle campagne risorgimentali". Mattarella ha poi collocato l’azione dell’Esercito nel mutato scenario mondiale. Se dopo la Seconda guerra mondiale si era costruito “un credibile ordinamento internazionale” sotto l’egida delle Nazioni Unite, oggi “lo scenario è mutato e si manifestano crisi dagli effetti globali”. “L’attuale indebolimento del diritto internazionale e la proliferazione dei conflitti su larga scala, caratterizzati da minacce ibride e asimmetriche, hanno travolto i tradizionali paradigmi di deterrenza”, ha affermato, sottolineando la necessità di una “resilienza istituzionale” adeguata a un mondo “sempre più frammentato e fragile”.
In questo contesto, l’Esercito è stato chiamato a un processo di trasformazione legato alle scelte strategiche di Parlamento e governo. “Con le altre Forze Armate siete strumento per l’indipendenza della Repubblica, tutelando i confini nazionali e promuovendo la pace e i diritti umani nelle missioni internazionali”, ha dichiarato Mattarella, richiamando i principi della Costituzione come guida dell’azione militare. Il presidente si è soffermato anche sulle nuove sfide tecnologiche, osservando che “la professionalità delle Forze Armate, insieme all’etica che le guida, è oggi alla prova dell’impiego di sistemi d’arma sorretti dall’intelligenza artificiale”. “Tuttavia - ha aggiunto - è sempre il soldato a restare il baricentro non sostituibile anche nella guerra contemporanea perché la tecnologia gioca un ruolo senza precedenti sui campi di battaglia, ma non può sostituire il discernimento umano". E ha poi concluso ammonendo che se si operasse diversamente "le tragedie si moltiplicherebbero”.
Il riferimento è stato anche alle missioni in corso, dalla presenza italiana in Libano nella missione UNIFIL alla sicurezza sul territorio nazionale. “I soldati italiani conducono, in condizioni difficilissime, una delicata missione di pace che costituisce l’ultimo strumento sul campo per promuovere una risoluzione pacifica della crisi”, ha affermato, citando in particolare l’impegno della Brigata Sassari.
Nel richiamare il contributo delle donne e degli uomini in uniforme, Mattarella ha reso omaggio a quanti hanno perso la vita in servizio: “Ogni azione dei nostri militari trova legittimazione e guida nei principi della Costituzione: libertà, uguaglianza, giustizia e rispetto della dignità umana non sono enunciati teorici, ma la bussola dell’impegno quotidiano”. Il capo dello stato ha concluso inviando “l’augurio più cordiale e i sentimenti di gratitudine del popolo italiano” a tutto il personale dell’Esercito e alle loro famiglie, chiudendo con le parole celebrative: “Viva l’Esercito, viva le Forze Armate, viva la Repubblica”.