Meloni in Armenia: "I flussi migratori incontrollati incidono sulla qualità della democrazia"

"L'Ue ha dimostrato capacità di risposta alle emergenze, ora dobbiamo fare un salto di qualità", dice la premier al Vertice della Comunità politica europea a Yerevan (ma è già attesa in Azerbaigian). Presente anche il premier canadese Carney, mentre è assente il cancelliere tedesco Merz

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4 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 10:50 AM

Foto ANSA

"La migrazione è parte integrante della poli-crisi, nessuno può affrontarla da solo. La cooperazione è quindi fondamentale. Negli ultimi anni abbiamo compiuto passi avanti molto importanti a livello dell'Unione Europea". Lo ha detto Giorgia Meloni prendendo parte al panel "Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis", nell'ambito dell'ottavo Vertice della Comunità politica europea a Yerevan, in Armenia. Prima tappa di una missione che la porterà in giornata anche a Baku, in Azerbaigian, snodo cruciale della strategia energetica italiana. "Al livello Ue negli ultimi anni abbiamo dimostrato la nostra capacità di rispondere alle emergenze, con la crisi pandemica, con l'Ucraina. Ma penso anche che ora dobbiamo fare un salto di qualità. Ciò significa passare dalla nostra capacità di reagire alla nostra capacità di anticipare", ha proseguito la premier. 
"Sappiamo che flussi migratori incontrollati mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadini e, quando vengono sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli stati". E non è tutto, secondo Meloni: "Incidono anche sull'economia, mettendo sotto pressione le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Indeboliscono la competitività, aumentando l'incertezza e le tensioni sociali. Sono anche legati all'energia, perché molti flussi provengono da regioni instabili che sono cruciali per i nostri approvvigionamenti energetici. In definitiva, tutto questo incide sulla qualità delle nostre democrazie". Secondo Meloni, "quando i cittadini percepiscono che sfide importanti non sono governate, perdono fiducia nelle istituzioni. E quando la fiducia si erode, le persone diventano più vulnerabili alla manipolazione, incluso l'uso malevolo dell'intelligenza artificiale. Quindi non è solo migrazione: è migrazione, economia, democrazia, competitività, energia, sicurezza. Se prendiamo uno qualsiasi di questi temi, possiamo collegarli tutti allo stesso modo", ha messo in guardia la premier. 
Di conseguenza, la cooperazione è "una condizione indispensabile" per affrontare le crisi, a partire da quella migratoria. "Negli ultimi anni abbiamo fatto passi importanti a livello dell'Unione europea: abbiamo un nuovo patto sull'asilo, una nuova definizione di paesi terzi sicuri, e stiamo lavorando a un nuovo regolamento sui rimpatri che ci aiuterà anche con soluzioni innovative, come quelle che l'Italia sta cercando di proporre. Abbiamo fatto progressi anche a livello del Consiglio d'Europa – ha sottilineato la premier – dove lavoriamo per aggiornare l'interpretazione delle convenzioni, scritte molti anni fa. E a livello della Comunità politica europea, con Keir Starmer, abbiamo promosso una dichiarazione che ha già raccolto 31 firme. Nella proposta presentata con Starmer, la posizione è chiara: dobbiamo combattere i trafficanti, evitare il ripetersi di una crisi come quella del 2015 e cooperare con i paesi di origine e di transito", ha rimarcato Meloni. 
Oltre la premier, presenti all'evento anche il presidente francese Emmanuel Macron, il premier polacco Donald Tusk, quello britannico Keir Starmer e lo spagnolo Pedro Sanchez, oltre ai vertici dell'Unione Europea. Grande assente il cancelliere tedesco, Friedrich Merz: è la prima volta che la Germania è assente dai vertici di questo forum creato per discutere di questioni strategiche europee, in particolare la sua sicurezza, dopo l’invasione di larga scala dell’Ucraina da parte della Russia. Al contrario, il premier canadese Mark Carney è stato invitato come ospite: gesto che rimarca il desiderio del paese di rafforzare la cooperazione con l’Europa. "Sono molto felice che Mark sia qui, è giusto che la Comunità politica europea lavori con i partner amici e lo approviamo – ha commentato Meloni –. Ma credo, ed è il punto di vista dell'Italia, che dovremmo concentrarci molto di più ad esempio sui nostri vicini del Mediterraneo. È ovviamente fondamentale per noi in questi tempi in cui l'attenzione è concentrata sullo spazio geografico del Mediterraneo allargato", ha sottolineato.