•
La giornata rovente di Emiliano in attesa del Csm: "Decaro soffre la mia presenza"
Intervenendo a TeleNorba, l’ex governatore ha parlato del rapporto con il suo successore: "Antonio? Lo capisco. Io avevo un padre straordinario e non riuscivo neanche a guidare se era seduto accanto a me". Intanto presenta il suo libro con il cultore di Fellini e attende la decisione sul possibile rientro in magistratura
di
5 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 03:38 PM

Michele Emiliano (foto Ansa)
Preparando il terreno per il suo esilio-ritorno in magistratura, Emiliano ha mandato una serie di messaggi al governatore Antonio Decaro, delfino che negli ultimi mesi si è smarcato con una tenace determinazione e costanza dal suo mentore. Per spiegare le ragioni che hanno portato l’attuale presidente della Regione a negargli la candidatura a consigliere regionale (e poi anche l’assessorato concordato con un patto siglato da Elly Schlein), intervenendo in un talk di TeleNorba Emiliano ha raccontato un aneddoto dal sapore freudiano: “Antonio è reo confesso: lo dice chiaramente a tutti che soffre la mia presenza, ma questo lo capisco”. E ha chiarito il suo pensiero con una similitudine: “Io, per esempio, avevo un padre straordinario e non riuscivo neanche a guidare la macchina se era seduto accanto a me, però non l'ho mai lasciato a un distributore di benzina in attesa di passare a riprenderlo. Quindi si possono trovare dei modi di convivere nonostante questo problema".
Perché questa acredine nei confronti del successore? Emiliano ha ricevuto e accettato la proposta di Decaro di assumere l’incarico di consulente giuridico per la crisi industriale dell’Ilva, ma il co.co.co. che gli ha proposto finora non ha fatto breccia tra i componenti della Commissione del Csm che dà il via libera all’aspettativa per i magistrati. Tra i due, una volta sodali, i rapporti politici sono freddini, quelli umani rarefatti. Restano però gli alfieri del Pd nella Puglia e così Emiliano ha tessuto elogi di Decaro: “Qualunque cosa dovesse fare Antonio, sono dalla sua parte e lo sosterrò in tutte le maniere perché ovviamente, come diceva mia madre, l'ho fatto io. Non può essere che lo posso distruggere”. E ha edulcorato la frattura nelle relazioni: “Parlo dei rapporti personali e non politici: avrebbe dovuto avere un po' più di coraggio di dirmi le cose come le pensava sin dall'inizio. Invece alle volte forse io l'ho un po' intimidito e non è riuscito a dirmi tutto quello che aveva in testa. Sono cose che succedono”.
Sulle due domande arrivate sul tavolo del Csm (una consulenza per Decaro in aspettativa e una consulenza fuori ruolo per la commissione d’inchiesta sul lavoro del Senato), Emiliano ha messo le mani avanti: “Decaro a un certo punto mi ha chiesto di dargli una mano come consulente. Ho replicato: 'Guarda che io sono disposto a darti consulenze pure telefoniche gratuitamente', però evidentemente voleva darmi il segno della sua vicinanza”. L’ipotesi che il co.co.co. abbia il via libera a Palazzo Bechelet è remota, e quindi lo sceicco ha rispolverato la passione per la toga: “Avevo detto all'inizio che era una costruzione un po' ardita, però lui ha voluto andare avanti. Dopodiché il Pd ha chiesto alla commissione sugli incidenti del lavoro di inserirmi come consulente, ma se io dovessi proprio scegliere, non vedrei l'ora di rimettermi la toga, di andare a fare il pubblico ministero in una Procura. Lì poi arriveranno tanti giornalisti a riprendermi”.
La battuta finale, dopo aver rilevato che i limiti della Cartabia per il rientro in organico del ministero die magistrati al termine dell’impegno politico non si applicano al suo caso, è questa: “Per rispetto nei confronti della magistratura sto cercando di evitare di rientrare in servizio proprio per evitare questo danno. Dopodiché, se però mi costringono a rientrare, io sarò felicissimo perché chi nasce magistrato muore magistrato”. Oggi nella Feltrinelli, in concomitanza con la riunione del Csm, la prima presentazione del libro “L’alba di San Nicola” (guanto di sfida in libreria verso i "colleghi" Giancarlo De Cataldo e Gianrico Carofiglio?). Il moderatore è Oscar Iarussi, cultore di Federico Fellini. Un sogno. Tutto torna.