Calenda, i radicali e la “Biennale del dissenso” a parti rovesciate
Come nel 1977, ai tempi di Ripa di Meana, ma stavolta contro la Biennale che apre il padiglione della discordia con artisti anti-putiniani, rappresentanti di "popoli oppressi dall'imperialismo russo" e delle comunità Lgbt "vessate dal regime". Il leader di Azione appoggia l'evento, Marco Taradash promuove e attende altre adesioni

Foto Ansa
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Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.