I flirt di Pd, Avs e Iv con Franco Gabrielli. Orlando: "Al Viminale? Con il suo curriculum può fare tutto"

L'ex capo della polizia presenta il nuovo libro e si fa largo a sinistra come l'anti-Piantedosi, ma smentisce la voglia di incarichi: "Non sono interessato a nessuna leadership". Eppure gran parte del campo largo (no comment dal Movimento) non risparmia parole di stima: "Ha credibilità e una autorevolezza che nessun altro ha"

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6 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 10:48 AM
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Andrea Orlando, Franco Gabrielli e Angelo Bonelli - foto LaPresse

Stima, rispetto e un velato endorsement. All'opposizione hanno capito che se parlano di sicurezza, aumentano le chance di battere Giorgia Meloni. E sembra che la chiave giusta per farlo sia nelle mani di Franco Gabrielli. L’ex capo della polizia dai tanti incarichi istituzionali piace. E piace soprattutto a gran parte del campo largo (dal Movimento, no comment). Il Pd lo corteggia: "Ha capacità e integrità". Nell'eterno dibattito sul leader del campo largo qualcuno lo proponeva come un ottimo federatore. Ora lui ci scherza: "Quest'ipotesi magari è il segno di una sorta di disperazione, se non hanno di meglio di me". Lo ritwittano. Lo chiamano "l'anti Piantedosi". E lo invitano ai meeting ufficiali per parlare di sicurezza. L'ultima volta ieri, a un evento elettorale a Mestre del senatore dem e candidato sindaco di Venezia Andrea Martella. Seduzioni, che sanno tanto di casting per un possibile incarico al Viminale. Anche se lui assicura: "Non sono interessato a nessuna leadership. Non sono un federatore o un papa straniero".
"È presto per fare organigrammi", dice al Foglio Andrea Orlando. All'ex ministro del Lavoro chiediamo se vede bene Gabrielli a ricoprire il ruolo di prossimo ministro dell'Interno. "Parlo a titolo personale, credo che uno con il suo curriculum e le sue capacità, anche politiche, possa essere una risorsa per le istituzioni in qualunque ruolo". Orlando conosce bene l'ex capo della polizia, tanto da averlo voluto nella sua squadra di governo regionale quando si è candidato a presidente della Liguria (persa per un soffio). "La destra ha parlato di sicurezza senza dare alcuna soluzione, scaricando sugli enti locali il problema", dice. "Proprio negli enti locali è cresciuta un'idea alternativa di sicurezza. E credo che Franco sia uno dei massimi esponenti di questo nuovo approccio. Su questo ha scritto un libro bellissimo".
È infatti in libreria da una settimana l'ultimo volume dell'ex capo della polizia (scritto con Carlo Bonini), "Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica". Un "manifesto", appunto, che è già tutto un programma. Nella pubblicazione Gabrielli parla di sicurezza e di come "sottrarla alla semplificazione per restituirne complessità, responsabilità, democrazia". Sicurezza "democratica", così come il Partito che più di tutti lo osserva da vicino.

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Non è una novità: Gabrielli ha più volte manifestato una certa sintonia con la sinistra. E ora le sue idee sulla sicurezza tornano particolarmente comode a chi cerca di costruire un'alternativa credibile. Lo dimostra il recente incontro con i sindaci di sinistra – da Silvia Salis a Sara Funaro – e quello di un anno fa con Walter Veltroni dove a prendere appunti c'era anche la segretaria Elly Schlein. Ma anche l'eco che ha avuto a sinistra una sua recente intervista. "La divisa va difesa da chi fa propaganda sulla pelle degli agenti", aveva detto a Repubblica. Parole che non solo hanno fatto infuriare il ministro della Difesa Guido Crosetto, ma che sono state rilanciate sui social da Stefano BonacciniEnzo Amendola e da Alleanza verdi sinistra. Gabrielli è un moderato, contro il populismo. Non "di sinistra", ma quasi. Non lo dice lui, quanto chi è d'accordo con lui.
E il Pd flirta. "Ci si parla e lavora molto bene", dice Matteo Orfini. "Gabrielli è l’uomo giusto per parlare di sicurezza. Nel suo approccio si ritrovano molti amministratori dei territori", afferma anche Alessandro Alfieri. Con i dem l'ex capo della polizia converserà a un evento a Torino il prossimo 16 maggio, un appuntamento che si intreccerà con il tour di presentazione del nuovo libro. "Parla di sicurezza in modo comprensibile a tutti, è questo il modo per non lasciare il tema alla destra", dice Paola De Micheli. Secondo Matteo Mauri, responsabile sicurezza dem, ha "una credibilità e una autorevolezza che nessun altro ha".
Fuori dal Pd, la musica non cambia. Gabrielli piace parecchio e a tutti. Angelo Bonelli è pragmatico: "La pensa in maniera diversa a Piantedosi e questo è già sufficiente". Italia Viva nutre "molta stima". Per Raffaella Paita "può fare tutto e farlo bene". Complimenti, elogi. Parole che sembrano perfette per un futuro ministro dell'Interno in un possibile governo rosso-giallo-verde. Tastiamo il terreno, anche fuori dal Pd. "Prima le elezioni vanno vinte", ricorda Bonelli. E sempre ieri a Mestre, è lo stesso capo ex capo della polizia a chiarire: "Sembra che non si accetti l'idea che una persona possa spendersi per una battaglia senza per questo ambire a una posizione".
Se arriverà una candidatura, saranno quindi altri a richiederla. "Non va tirato per la giacchetta. Questo nuoce a tutti", dice di nuovo Alfieri. È ancora troppo presto. C'è un programma da scrivere e un leader da trovare. Qualcuno dentro Italia Viva lo candiderebbe subito, ma, di nuovo Paita, "per mio stile però non commento ipotesi di ruoli futuri di nessuno". Per Mauri, che è stato viceministro dell’Interno nello stesso governo Draghi, "Gabrielli non è abituato a tirarsi indietro, basta vedere le posizioni coraggiose che ha tenuto in questi anni". Si vedrà a tempo debito, tra velati endorsement.

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