Gli occhiolini di Meloni all'elettorato di centro-sinistra

Ma perché andare a scomodare dal comune di Genova Silvia Salis, se puoi avere la donna bionda madre e cristiana originale?

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6 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 12:06 PM
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Dopo la sconfitta al referendum, molti commentatori evidenziano il declino del governo Meloni. Se si dovesse votare oggi, i sondaggi addirittura darebbero il centro-destra sconfitto alle urne. Alcuni filo-governativi stanno già abbandonando la nave (ex carro dei vincitori), prendendo le distanze e riposizionandosi altrove. E la prima che si sta riposizionando è proprio lei: Giorgia Meloni. La quale, da abile populista, ha fiutato l’aria e già deciso di compiacere il popolo sovrano; e adesso si sta accreditando come leader di centro-sinistra, per guidare il campo largo alle prossime elezioni. Del resto, ha sempre avuto le carte in regola come leader di sinistra: donna, di periferia, con una figlia nata e cresciuta al di fuori della famiglia tradizionale, e con quell’insistenza nell’essere chiamata “il presidente del Consiglio” e non “la presidente”, a rivendicare così la sua identità sessuale fluida in seno alla teoria gender. Inoltre, il suo tono sguaiato e antagonista è sempre stato più “centrosocialaro” che propriamente di destra legge-e-ordine. E da dopo il referendum, Meloni sta proprio strizzando l’occhio all’elettorato di sinistra: ha bloccato l’accordo sulla difesa con Israele e chiesto l’immediata liberazione della Flotilla, scaricato e rotto con Trump (dopo che lui l’ha attaccata come fosse Sanchez), e sta facendo logorare il centro-destra al governo così da spianare la strada del governo alle opposizioni – altrimenti inermi. Inoltre, Meloni è sempre più ai ferri corti con i suoi alleati di centro-destra; e le smentite ma sempre più insistenti voci di tensioni fra Meloni e Marina Berlusconi mettono la premier in un’ottica anti-berlusconiana, caratteristica ancora oggi molto cara alla sinistra italiana.
Del resto, il campo largo non riesce a esprimere una leadership: non riescono a mettersi d’accordo nemmeno se fare o meno le primarie, figuriamoci poi se un leader eletto con uno strumento così divisivo e già delegittimato in partenza potrà essere unitario e riconosciuto! Non resta dunque che rivolgersi al “papa straniero”, se non letteralmente (Prevost ha già detto che non vuole fare un dibattito con Trump) almeno simbolicamente; ma perché andare a scomodare dal comune di Genova Silvia Salis, se puoi avere la donna bionda madre e cristiana originale? A quegli elettori di sinistra schizzinosi, che dovessero storcere il naso, faccio notare che Giorgia Meloni non è più a destra di Giuseppe Conte, anzi: come dimenticare infatti le foto dell’avvocato del popolo con l’allora ministro degli Interni Matteo Salvini (2018), mentre i due assieme sbandieravano ai fotografi il #decretoSalvini su sicurezza e immigrazione, un decreto che al confronto le politiche di Meloni sugli immigrati sono il modello Riace? Insomma, che l’elettorato di sinistra stia sereno: hanno votato tutti, voteranno anche Meloni; la quale ha ancora tutto il tempo per finire l’opera di riposizionamento a sinistra, e arrivare così alle elezioni del 2027 come la nuova Francesca Albanese.